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Rai, Maggioni in lizza per la presidenza. Su cda spunta “caso pensionati”

Roma – Con la nomina del Cda ora la partita Rai è tutta concentrata sulla scelta del presidente che deve avere il sì dei due terzi della Vigilanza. La trattativa è tutta tra Pd e Forza Italia. A ridosso della riconvocazione dell’assemblea degli azionisti della tv pubblica, spunta il nome ddi Monica Maggioni, che sarebbe gradito sia in ambienti del Pd che berlusconiani. La direttrice di RaiNews24 Monica Maggioni è il presidente designato della Rai. Il suo nome è stato fatto ufficialmente dall’azionista Tesoro e ora dovrà ottenere i due terzi dei voti in Commissione di Vigilanza. Il voto potrebbe essere già stasera o al massimo domani.

Intanto, slitta al pomeriggio la riunione dell’assemblea degli azionisti Rai (99.56% ministero del tesoro, 0,44% Siae) per la ratifica dei sette consiglieri eletti ieri dalla commissione di Vigilanza. Gli uffici legali della Rai e del ministero del Tesoro stanno lavorando febbrilmente per capire se quattro consiglieri su sette (Carlo Freccero, Guelfo Guelfi, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzucca) possano o meno assumere l’incarico. Come ha segnalato L’Unità di oggi, la legge 114/2014 ha introdotto nuove norme in materia di “incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza”, vieterebbe ad un lavoratore in pensione di assumere incarichi nelle società controllate dallo Stato, condizione in cui si trova la Rai. Tutto questo per assicurare il ricambio ed il ringiovanimento del personale pubblico.

Una via d’uscita potrebbe essere rappresentata da una norma della legge Madia approvata ieri, che prevede la possibilità di esercitare l’incarico pubblico a titolo gratuito e per la sola durata di un anno. Sarcastica l’immediata replica di Carlo Freccero: “Di questa norma, devo dire, non sapevo nulla, mi informerò ma per fare un dispetto al Pd e a Renzi sono pronto anche a lavorare gratis e in catene, e frustato”.

Sul nome del presidente serve un’intesa blindata, perché i numeri sono risicati (la maggioranza con Forza Italia raggiunge esattamente i 27 voti, che valgono i due terzi) e tra i Dem c’è chi teme possibili sgambetti della minoranza. Sgambetto che secondo alcuni sarebbe già stato provato dai  due bersaniani in Vigilanza, Miguel Gotor e Federico Fornaro, che avevano proposto il nome di Ferruccio De Bortoli, su cui i renziani hanno però posto un veto perché considerato un nemico di Palazzo Chigi. L’ex direttore del Corriere – si racconta in ambienti del Pd – non avrebbe gradito la decisione di essere tirato nella contesa a sua insaputa.

La proposta di convergere sulla Maggioni sarebbe stata fatta dal Pd a Forza Italia e il nome, si apprende in ambienti forzisti, sarebbe gradito a Berlusconi. Nelle scorse ore Renzi aveva puntato su un’altra donna,  Antonella Mansi di Fondazione Mps. E nei lunghi e costanti contatti tra gli ambasciatori di Forza Italia e quelli del premier per trovare un nome condiviso sono spuntati tra i “papabili” anche Piero Ostellino e Giovanni Minoli, il presidente dell’Ansa, Giulio Anselmi, e Stefano Folli.

Ma Renzi punta soprattutto su far la parte del leone sul nome del direttore generale. E il nome è praticamente quasi certo, Antonio Campo Dall’Orto. Dal Giappone il premier lo ha definito “uno tra i più interessanti innovatori della tv italiana”. Per questo potrebbe fare qualche concessione in più sul presidente, anche perché il tentativo è di chiudere la partita in poche ore, con una possibile convocazione serale della Commissione di Vigilanza, dopo l’assemblea che deve ratificare i nomi.

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