Teverola

L’arresto del neomelodico Raffaello: ecco cosa avvenne la sera della sparatoria

Teverola – Aveva avuto una lite con due avventori di un ristorante ed esploso alcuni colpi di pistola ferendo un cameriere del locale, incolpevole di quanto avvenuto. Accadde nella notte tra il 19 ed il 20 giugno, a Teverola. Per quella vicenda gli agenti del commissariato di Aversa hanno fermato e sottoposto agli arresti domiciliari il cantante neomelodico “Raffaello“, 28 anni, di Casoria, al secolo Raffaele Migliaccio. Deve rispondere di tentato omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco. Il suo brano, “La nostra storia”, apre il film “Gomorra” di Matteo Garrone, tratto del libro di Roberto Saviano.

L’arresto del cantante rientra nell’operazione eseguita lo scorso 24 luglio quando furono tratte in arresto otto persone ritenute appartenenti al clan degli “Scusuti” di Aversa, derivato da quello “storico” di Gricignano. A finire in manette furono: Ermanno Bosco, 30 anni; Giuseppe Russo, 31 anni, ritenuto “erede” di Andrea Autiero, in quanto suo nipote; Gennaro Varriale, 23; Sergio Varriale, 49; Olga Emendato (unica a non avere precedenti), 21; Antonietta Zebedeo, 32; tutti di Aversa, e Giorgio Russo, 44 anni, e Manuel Verde, 23, di Trentola Ducenta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, poco prima della chiusura, davanti al ristorante era scoppiata una accesa discussione tra Raffaello, spalleggiato da due uomini, ed altre due persone. I poliziotti hanno potuto accertare che Giuseppe Russo, e colui che ipotizzano sia il suo guardaspalle, Manuel Verde, sarebbero stati a cena all’interno del locale quella sera. Ad un certo punto avrebbero avuto un alterco con il neomelodico che si stava esibendo. Questi avrebbe reagito utilizzando il microfono per colpire Russo, provocando la reazione di Verde che avrebbe esploso alcuni colpi di pistola di cui uno avrebbe raggiunto un cameriere ad un braccio tra un fuggi fuggi generale dovuto al timore di rimanere coinvolti.

Sempre secondo la ricostruzione della polizia, il neomelodico si sarebbe allontanato per raggiungere la propria vettura,  dalla quale prelevava una pistola,  esplodendo colpi di arma da fuoco all’indirizzo del locale dove stazionavano gli antagonisti, uno dei quali rimaneva ferito ad un braccio. Dopo una breve colluttazione Migliaccio veniva disarmato ed insieme ai due uomini si allontanava repentinamente  a bordo della propria vettura dopo aver recuperato l’arma caduta a terra.

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