Esteri

Grecia, la Borsa nel giorno della riapertura

Atene – La Borsa di Atene crolla nel giorno della riapertura dopo 5 settimane di chiusura forzata: -23%. Disastrosi i titoli bancari con Piraeus Bank e National Bank of Greece che perdono il 30%.

La tensione sui mercati greci condiziona anche le altre Piazze europee i cui indici oscillano intorno alla parità. Preoccupazioni anche dall’Estremo Oriente: borse asiatiche in rosso per i timori di una frenata dell’economia cinese.

Pessime notizie per la Grecia anche dall’indice Pmi: a luglio si è registrato un crollo record per l’attività manifatturiera. L’indicatore dei direttori d’acquisto è sceso a luglio a 30,2 rispetto al 46,9 di giugno a causa di un collasso della domanda legato alle misure di controllo dei capitali.

Le altre Borse – In Cina è sceso oltre le previsioni il settore manifatturiero a luglio, segnando i valori minimi dal novembre 2011. L’indice Pmi Caixin calcolato da Markit si ferma a quota 47,8, in flessione rispetto al dato flash del 23 luglio scorso, a 48,2, e molto al di sotto di quota 50, la soglia che divide un mercato in contrazione da uno in espansione. A incidere sul calo, secondo gli analisti, il crollo dei mercati del mese scorso, che avrebbe raffreddato l’attività produttiva: l’effetto potrebbe essere transitorio, per i più ottimisti, se le misure varate dal governo cinese per salvare i mercati mostreranno efficacia nelle prossime settimane.

L’ondata di vendite ha nuovamente travolto Shanghai (-2,1% a fine seduta, ma -30% dai livelli di metà giugno). Nessun effetto, invece, su Tokyo (-0,18%) frenata dai dati macroeconomici americani della scorsa settimana. Male Shenzen che ha lasciato sul parterre il 3,7%. Tengono, per il momento, anche i mercati in Europa. Piazza Affari sale dello 0,3% come Parigi, mentre Francoforte sale dello 0,4% e Londra cede lo 0,1%.

Stabile lo spread in area 110 punti base con i Btp decennali che sul mercato secondario rendono l’1,77% sui minimi da metà maggio e comunque meno degli omologhi spagnoli e sloveni che a lungo hanno rappresentato per gli investitori un porto più sicuro del debito italiano. L’euro scambia sotto quota 1,10 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,0989 dollari e a 136,28 yen. 

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