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Clan Zagaria, l’imprenditore Licenza: “Appalti decisi a tavolino”

Casapesenna (Caserta) – Nuove dichiarazioni che chiamano in causa l’ex senatore dell’Udeur Tommaso Barbato e il deputato di Forza Italia Carlo Sarro sono contenute nel verbale di interrogatorio dell’imprenditore Luciano Licenza, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra il clan dei Casalesi e ambienti dell’imprenditoria e della politica. L’imprenditore parla, tra l’altro, di ”gare decise a tavolino”.

L’interrogatorio, che si è svolto davanti ai pm della Dda di Napoli nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove Licenza è detenuto, è stato depositato nei giorni scorsi agli atti del Tribunale del Riesame chiamato a pronunciarsi su una serie di istanza di revoca dei provvedimenti cautelari.

Nel verbale vi sono riferimenti al presunto ruolo nella gestione degli appalti per la rete idrica avuto da Barbato e Sarro, il primo tuttora detenuto mentre per l’esponente di Forza Italia l’ordinanza ai domiciliari inoltrata il 14 luglio alla Camera dei deputati con la richiesta di autorizzazione all’arresto è stata annullata recentemente dal Riesame.

Licenza sostiene di aver appreso da un imprenditore che era inutile formulare offerte ”in quanto le gare erano state già decise a tavolino da Barbato e da Francesco Zagaria (cognato del boss dei Casalesi Michele Zagaria, ndr). Quando lui si recò da Barbato per chiedere spiegazioni, il politico gli avrebbe spiegato che ”di tali gare alcune sarebbero state aggiudicate a ditte di Francesco Zagaria ed altre potevano essere aggiudicate in maniera pilotata dallo stesso Zagaria con il quale però bisognava parlare”. L’imprenditore ha poi affermato di aver vinto quattro appalti grazie a Francesco Zagaria che avrebbe truccato le gare.

Per quanto riguarda Sarro, ex sindaco di Piedimonte Matese ed ex commissario del consorzio Ato 3 (che gestisce i servizi idrici nelle provincia di Napoli e Salerno), Licenza ha sostenuto che egli rappresentava un ”punto di riferimento” della famiglia Zagaria. Questo gli sarebbe stato riferito dagli imprenditori Giuseppe Fontana e Antonio Fontana, entrambi coinvolti nella stessa inchiesta.

”Giuseppe Fontana mi rappresentava ­ si legge nel verbale ­ che Sarro fosse particolarmente legato a suo cugino, Francesco Zagaria. Giuseppe lamentava che Sarro era riuscito a far annullare l’interdittiva antimafia di Antonio Fontana mentre non era riuscito nello stesso intento per la sua posizione, sicché egli sospettava che Sarro, su diretta indicazione di Francesco Zagaria, avesse voluto coscientemente danneggiarlo a beneficio di Antonio Fontana”.

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