Campania

Identificato il branco di ragazzini che ha assaltato il treno Napoli-Caserta

Casoria (Napoli) – I carabinieri di Casoria hanno identificato il branco di 12 giovani, tra cui 11 minorenni (di questi quattro ragazze), che durante la serata del 26 agosto ha aggredito il capotreno della stazione ferroviaria e danneggiato, a colpi di bastone, il convoglio regionale Napoli-Caserta 25353. Tra i responsabili anche due minori di 14 anni, non imputabili.

Denunciati, dunque, 10 ragazzi tra i 14 e i 22 anni (tra i quali le 4 ragazze) e segnalato al Tribunale per i Minorenni di Napoli il comportamento dei due non imputabili (di 11 e 13 anni).

Sono tuttora in corso accertamenti finalizzati a chiarire cosa abbia fatto scattare la violenza del gruppo, che dopo il rimprovero del capotreno ha reagito aggredendo il malcapitato causandogli escoriazioni per il corpo guaribili in 2 giorni successivamente refertate da sanitari dell’ospedale di Caserta.

Quando il convoglio era ancora fermo nella stazione di Casoria, inoltre, i giovani, scesi dal treno, si sono armati di sanpietrini e di un bastone di legno strappandolo da una panchina e hanno infranto il vetro della porta di accesso alla motrice, ove il capotreno si era nel frattempo rifugiato, tentando invano di accedervi, danneggiando una fontana, un secchio per rifiuti e la citata panchina.

L’episodio rilancia l’allarme sicurezza: frequenti, negli ultimi mesi, gli episodi di teppismo sulla Circumvesuviana, sulla Sepsa, sui treni delle Ferrovie dello Stato. Negli ultimi tre anni ben 196mila pendolari (-42%) in Campania hanno abbandonato il trasporto pubblico, scoraggiati dai ritardi e dalle inefficienze. All’indomani della tragedia sfiorata in Cumana, dove un treno in servizio da quasi mezzo secolo ha preso fuoco mentre viaggiava sulla tratta Torregaveta -Napoli, all’altezza di Fuorigrotta, il dossier realizzato da Legambiente, con il contributo di Ansaldo Breda, fotografa in maniera impietosa lo stato del trasporto pubblico in Campania e lancia un allarme: “Meno passeggeri significa un maggiore ricorso alle auto, più smog, più malattie legate all’inquinamento”.

Allo stato, quantifica l’associazione ambientalista, i campani che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare sono 271mila. La tratta Napoli-Sorrento della Circum è utilizzata da 45mila pendolari al giorno. Lo stesso numero di passeggeri fruisce di Cumana e Circumflegrea nel tragitto Napoli-Torregaveta. Sono 12mila i viaggiatori che salgono quotidianamente sui treni in servizio sulla linea Napoli-Giugliano-Aversa, quelli di Metrocampania Nordest. Rispetto a cinque anni fa, scrivono gli autori dello studio, questo esercito di pendolari trova meno corse, perché tra il 2010 ed il 2015 ci sono stati tagli sull’orario di servizio pari al 19%.

Lo sanno bene i passeggeri della Circumvesuviana, che nel 2011 ha eliminato le prime e le ultime corse, col risultato che oggi, chi debba spostarsi in direzione Baiano o Poggiomarino non trova treni disponibili dopo le venti e trenta o prima delle sei e mezza del mattino. I pendolari hanno meno corse, dunque, rispetto ad alcuni anni fa, ma in compenso pagano il biglietto più che in passato. Le tariffe, sostiene l’associazione ambientalista, sono infatti lievitate del 23% in cinque anni. Complessivamente sono 431 i treni in servizio sulla rete regionale, di cui 396 di alta frequenza e 35 di media percorrenza con una tipologia di 331 elettrici e 100 diesel. L’età media dei convogli in circolazione sulla rete regionale è di 17,3 anni ed il 78,3% ha più di 20 anni di età. Secondo il dossier, “mancano almeno 167 treni”. Nel dettaglio, occorrerebbero 117 treni per il trasporto regionale, 40 per rafforzare il servizio sulle linee metropolitane, 10 tram per il servizio urbano.

Una sfida per il nuovo presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, che in campagna elettorale ha più volte assunto l’impegno di un piano Marshall per rilanciare il trasporto pubblico in Campania. Proprio ieri, prendendo spunto dal grave incidente di martedì mattina sul treno della Cumana, ha ribadito: “Stiamo pianificando, con l’uso razionale ed efficace delle risorse comunitarie, un massiccio acquisto di nuovi convogli ferroviari”.

Eav, intanto, cerca di capire le cause dell’incendio. “Abbiamo avviato un’indagine interna – dice l’amministratore Umberto De Gregorio – per ricostruire quanto è accaduto. Ipotesi? Allo stato sarebbe prematuro sbilanciarmi. Aspettiamo di avere le relazioni dei tecnici”. Impossibile anche sottoporre a revisione completa tutti i treni. “Significherebbe – spiega De Gregorio – bloccare completamente il servizio ferroviario. Si può anche fare, purché se ne sia consapevoli”. “Io credo, invece, che vada trovato un equilibrio, intervenendo sulle principali criticità, in attesa che vada in porto l’acquisto dei nuovi treni. Per una svolta occorrono 18-24 mesi”.

Si prospetta, dunque, un altro autunno di sofferenza, per i pendolari della Circumflegrea e della Cumana, ormai da anni alle prese con ritardi, corse soppresse, guasti di varia natura e adesso anche pericolosi incendi sui treni.

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