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Casapesenna, De Rosa: “Ecco perché ho revocato le deleghe a Zagaria”

Casapesenna – “Ogni azione trova la sua ragione in fatti pregressi, non sono abituato all’estemporaneità né a immotivati colpi di testa. Se si avesse la capacità di un’analisi, tanto schietta quanto reale, sul proprio percorso consiliare non si resterebbe sbigottiti dinanzi alla revoca delle deleghe”.

Con toni decisi il sindaco, Marcello De Rosa, risponde alle polemiche sollevate da Raffaella Zagaria, consigliere di maggioranza del comune di Casapesenna, a cui sono state revocate le deleghe detenute.

“Chi vuole dare lezioni di legalità – sottolinea il sindaco – deve in primo luogo praticarla attraverso l’agire quotidiano ma soprattutto attraverso la trasparenza che non attiene solo gli atti amministrativi. Essere trasparenti significa in primo luogo abbandonare ogni forma di ambiguità. A tutt’oggi non ci è chiaro se il nostro consigliere provinciale si senta parte della maggioranza consiliare o meno”.

“Le deleghe affidate alla Zagaria – spiega De Rosa – sono molto importanti per questo meritano un impegno ed una presenza costanti, due cose che il consigliere provinciale da un bel po’ di tempo ha dimenticato. Infatti, gli ambiti a cui fanno riferimento le deleghe di Raffaella Zagaria, tra cui i beni confiscati, la legalità le politiche sociali, richiedono interventi continui. Negli ultimi mesi abbiamo avuto tantissimi eventi da Notti della Legalità, all’inaugurazione del parco della legalità, del Centro di arte sorto su di un bene confiscato, andando ancora a ritroso ci sono state le giornate di Cittadinanza attiva nell’ambito del progetto Res.  In tutte queste manifestazioni- continua De Rosa- di grande spessore culturale e sociale non abbiamo mai avuto il piacere di avere il consigliere provinciale tra i presenti”.

“Questo vuol dire – conclude De Rosa – che altri esponenti della maggioranza hanno dovuto lavorare in settori di pertinenza della Zagaria. Non credo che sia giusto, e dove non c’è giustizia non potrà mai esserci legalità. La revoca delle deleghe si configura, quindi, come un atto di legalità, non quella sventolata, quella praticata”.

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