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Vigili del fuoco, giuramento allievi del 75esimo corso

Roma – Gli allievi Vigili del fuoco del 75° corso hanno giurato fedeltà alla Repubblica italiana alla presenza del ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

Alla cerimonia, che si è svolta a Roma, nelle Scuole centrali antincendio di Capannelle, hanno partecipato il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, il Capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Gioacchino Giomi, che ha ricordato ai ragazzi come il “percorso di formazione non termini oggi, ma prosegua per tutta la durata della carriera come Vigili del fuoco”. Il ministro Alfano ha salutato gli allievi, in particolare le quattro allieve che hanno preso parte al 75° corso, che da oggi sono a tutti gli effetti componenti del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

“Dovete essere consapevoli – ha detto il ministro – di portare su di voi una grande responsabilità, quella del soccorso pubblico, che significa l’intervento dello Stato quando qualcuno è in difficoltà. Avere addosso questa responsabilità vuol dire non tradire la fiducia di un cittadino che compone tre numeri – 115 – sapendo di ricevere un aiuto immediato”.

“Abbiamo realizzato un grande obiettivo, insieme al sottosegretario Bocci – ha sottolineato Angelino Alfano – “mi riferisco in primo luogo ai cosidetti Discontinui, che potranno finalmente dare una dimensione esistenziale definitiva al proprio lavoro e al proprio impegno con la divisa dei Vigili del fuoco”. Alfano ha ribadito come ai Vigili del fuoco tutti riconoscano abilità negli interventi e coraggio, ma come al fianco di questa attività ve ne sia un’altra “che spesso si svolge nell’ombra, la prevenzione, della quale mai nessuno vi darà merito – ha detto – perché nessuno sa quanto di questa vostra azione c’è dietro il mancato verificarsi di un disastro”.

Il ministro dell’Interno ha concluso esortando gli allievi del 75° corso a portare avanti la propria missione “con l’orgoglio e la fierezza di chi sa di rappresentare il Corpo più amato e più applaudito ogni 2 giugno alla festa della Repubblica”.

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