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Patto tra clan Mallardo e Casalesi su business dell’ortofrutta: 20 arresti

Napoli – Venti arresti, perquisizioni e sequestri di beni per un valore di 100 milioni di euro. E’ il bilancio dell’operazione compiuta, lunedì mattina, dagli agenti della Direzione investigativa antimafia contro il business della camorra nel settore dell’ortofrutta.

Impiegati oltre 200 uomini del Centro operativo Dia di Roma, coadiuvato dalle articolazioni Dia di Napoli, Salerno, Palermo, Caltanissetta, Catania e Bologna, e supportati dalle forze di polizie territoriali, tra Campania, Lazio e Sicilia. Gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, estorsione ed altro.

Dall’operazione, che prende spunto dalle precedenti “Sud Pontino” e “Store”, già condotte dalla Dia, è emersa la gestione monopolistica, operata dai clan dei casalesi e dei Mallardo di Giugliano (Napoli), con quelli appartenenti a Cosa Nostra catanese, negli approvvigionamenti di prodotti ortofrutticoli e nell’imposizione dei connessi servizi di trasporto, da e per, i maggiori mercati del centro e del sud Italia. Sequestrate a scopo preventivo dieci società di trasporto.

I sodalizi criminali imponevano ai commercianti i vettori da utilizzare, riconducibili a società di diretta loro espressione o asservite ad esse, ledendo così gravemente il sistema della libera concorrenza. Nell’ordinanza cautelare, il gip ripercorre le fasi dell’indagine, avviata cinque anni orsono a seguito di analoga attività investigativa coordinata da questo Ufficio (operazione “Sud Pontino”) che aveva disvelato il sistema attraverso il quale il clan dei Casalesi, servendosi di Costantino Pagano, rappresentante degli interessi del sodalizio “Schiavone-Del Vecchio” e proprietario de “La Paganese Trasporti” di San Marcellino (Caserta), aveva monopolizzato il trasporto delle merci sul territorio nazionale dai Mercati ortofrutticoli di Fondi, Catania, Palermo, Gela e Giugliano in Campania.

Quell’indagine aveva portato all’arresto di decine di imprenditori e di altri soggetti legati, non solo al clan dei casalesi, ma, anche, a Cosa Nostra siciliana ( in tale contesto venne poi tratto in arresto anche Gaetano Riina ). Risultava infatti, sulla base di investigazioni poi confermate dalle successive sentenze, che vi era stata una vera e propria alleanza fra le diverse mafie che si erano “spartite” il mercato del trasporto su gomma dei prodotti ortofrutticoli.

Gli enormi interessi generati da tale sistema, l’esigenza di reinvestire capitali illeciti e  la necessità di ottenere consenso (consenso sociale su cui si fonda la forza di un’organizzazione criminale mafiosa) avevano spinto i sodalizi, all’indomani degli arresti effettuati nel 2010, a riorganizzarsi per colmare il vuoto ingenerato dalla disarticolazione della “Paganese Trasporti”.

Nell’ordinanza, il gip ripercorre le fasi della riorganizzazione del sistema impositivo: all’indomani della esecuzione delle misure cautelari personali e del sequestro preventivo delle aziende trasporto avvenuti nel Maggio 2010 la presenza mafiosa in tale settore veniva garantita dalla ditta individuale di Libero Frontoso, fratello di Salvatore – arrestato nell’operazione “Sud Pontino” perché stretto collaboratore di Costantino Pagano   e, più tardi, da Luigi Terracciano, altro collaboratore di Pagano – anch’egli arrestato nella medesima operazione – che, nella primavera del 2012, uscito dal carcere, ed ottenuto gli arresti domiciliari per gravi motivi di salute, riprendeva a svolgere la pregressa attività.

In particolare, nella seconda metà del 2010, Frontoso riusciva a sottrarre alla Paganese Trasporti ( nel frattempo amministrata da un custode  giudiziario) tutto il portafoglio clienti. Dalle conversazioni intercettate e dai conseguenti riscontri emergeva che Frontoso, per gestire l’attività siglava un accordo con la società di autotrasporto di prodotti alimentari Ita (International Transport Agency), operante nella zona di Nocera e Pagani, in provincia di Salerno.

Come emerge dall’ordinanza del gip, il passaggio del “portafoglio clienti” della Paganese Trasporti, costituito dai commercianti di Avezzano e di Fondi, in precedenza serviti dalla predetta società e dalla galassia di “padroncini” che a questa facevano capo, alla Ita di Pagani ed a Frontoso, avveniva non per libera scelta dei commercianti, ma per imposizione.

Nella primavera dell’anno 2012, le intercettazioni consentivano di registrare un elemento di novità, in grado di modificare del tutto gli equilibri nei rapporti tra Frontoso e la Ita. Veniva, infatti, scarcerato e sottoposto agli arresti domiciliari, Luigi Terracciano, il più stretto collaboratore di Pagano, che immediatamente assumeva il controllo della gestione dei trasporti dell’ortofrutta dei commercianti abruzzesi, utilizzando la ditta di Frontoso e marginalizzando di fatto la Ita.

In questo contesto venivano registrate una serie di telefonate indicative della spartizione di competenze tra i mercati di Fondi e di Giugliano, rispettivamente controllati dai clan casertani e dal clan Mallardo. Risultava evidente, un mutamento dei rapporti di forza che governavano il settore oggetto delle investigazioni della Dia. Nonostante le misure cautelari, Pagano – rappresentato durante la carcerazione da Frontoso e Terracciano – era riuscito a mantenere saldi i rapporti con i siciliani, per cui i trasporti per i mercati di Fondi e della provincia di Caserta non avevano subito  stravolgimenti.

Non così era avvenuto per il Mercato Ortofrutticolo di Giugliano in Campania il cui controllo era passato  progressivamente a partire dal 2010,  dalle mani dei Casalesi a quelle del clan Mallardo che aveva mutuato, dai casalesi, il metodo di controllo monopolistico, affidandone la gestione operativa a Salvatore D’Alterio, ove, per diretta investitura del reggente del sodalizio, Patrizio Picardi, diveniva l’uomo di punta nella gestione e nel controllo, per loro conto, dei trasporti su gomma e delle transazioni nel settore ortofrutticolo.

A riscontro di tali vicende, venivano acquisite le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuliano Pirozzi, affiliato ai Mallardo, ampiamente riscontrate dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, nei confronti del D’Alterio da cui emergeva il suo ruolo di dominus e la sua autorevolezza nell’assegnare di volta in volta i viaggi ai vettori di riferimento ed inseriti nel sistema monopolistico spartitorio creato dal clan.

Nell’ordinanza del gip, si fa poi riferimento ad una serie di condotte estorsive, consistenti nella imposizione di una percentuale sui proventi di ogni transazione relativa ai prodotti ortofrutticoli, condotte di cui ampiamente riferisce il collaboratore Pirozzi, ed ampiamente riscontrate in numerose captazioni: “una cosa è il trasporto ed una cosa è la provvigione”, come non si stancavano di spiegare ai ‘padroncini’ abilitati ad operare sotto l’egida del clan.

Il dato complessivo emergente dall’ordinanza cautelare, quindi, è quello di un mercato totalmente sottratto alle libere leggi della concorrenza, ove non è consentito a chiunque di operare, né tantomeno è ammesso l’accesso ad operatori commerciali che volessero praticare prezzi concorrenziali per accaparrarsi fette di mercato.

Gli arrestati (in carcere)

  1. Luigi TERRACCIANO, inteso “Giggino”, nato a Brusciano (NA) il 29.05.1968.
  2. Sossio CAPASSO, inteso “Lelluccio”, nato a Giugliano in Campania (NA) il 20.06.1964.
  3. Raffaele PALMA, inteso “foglio di carta”, nato a Napoli il 17.05.1966.
  4. Salvatore D’ALTERIO, nato a Giugliano in Campania (NA) l’08.03.1968.
  5. Agostino D’ALTERIO, nato a Napoli il 02.07.1974.
  6. Antonio PICARDI, nato a Napoli il 05.01.1987.
  7. Patrizio PICARDI inteso “o Patrizio e/o o nasone”, nato a Sarno (SA) il 20.04.1965.
  8. Gregorio Raffaele MALLARDO, nato a Napoli l’11.10.1984.
  9. Giulio PANICO, nato a Napoli l’01.11.1975.

(agli arresti domiciliari)

  1. Libero FRONTOSO, inteso “Lino”, nato ad Acerra (NA) il 27.07.1972.
  2. Angelo MILIONE, nato a San Felice a Cancello (CE) il 26.02.1986.
  3. Gianluca OLIVIERO inteso “Lucariello” nato a Torre del Greco (NA) il 28.06.1979.
  4. Salvatore D’ALESSANDRO, inteso “Totò”, nato a Palermo il 02.01.1962.
  5. Francesco MILITELLO, nato a Niscemi (CL) il 22.09.1967.
  6. Ignazio ANTIGNANO, nato a Giugliano in Campania (NA) il 01.10.1959.
  7. Luigi MICILLO, nato a Napoli (NA) il 03.10.1979.
  8. Giovanni PRAGLIOLA, nato a Giugliano in Campania (NA) il 22.01.1970.
  9. Giuseppe PRAGLIOLA, nato a Napoli il 18.02.1975.
  10. Nunzio VENERUSO, nato a Napoli il 15.02.1969.
  11. Nicola ANTIGNANO, nato a Giugliano in Campania (NA) il 16.09.1960.

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