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Lucia Borsellino motiva le dimissioni: “Crocetta non mi diceva tutto”

Palermo – “Ho l’impressione che Crocetta certe cose con me non le abbia discusse. Ho l’impressione che altro avvenisse dietro le mie spalle”. Così Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso nel ’92 dalla mafia ed ex assessore regionale alla Sanità, spiega il motivo delle proprie dimissioni, presentate a inizio luglio e rese esecutive dopo la vicenda dell’intercettazione della telefonata tra Crocetta e il suo medico, Matteo Tutino.

In un’intervista a Repubblica la Borsellino rivendica anzitutto i successi ottenuti in campo sanitario: “Stiamo proseguendo nel programma di riqualificazione della spesa sanitaria. E per la seconda volta il bilancio si è chiuso in equilibrio, anzi con un avanzo di gestione. Siamo riusciti a ridurre i ricoveri impropri e a mettere in piedi la rimodulazione della rete sanitaria. Abbiamo ridotto la spesa farmaceutica con indici più marcati rispetto alla media nazionale”, anche se “c’è ancora molto da fare in termini di miglioramento dei servizi e degli standard qualitativi”.

La figlia di Paolo Borsellino sottolinea però che, oltre alle luci, sulla sanità siciliana ci sono anche molte ombre. E ha deciso di dimettersi perché “per oppormi a quel coacervo di interessi che c’è dietro alla sanità era necessario un soldi fronte comune che nei fatti non c’è stato. Fin dal primo giorno ho avuto ben chiaro che nei miei confronti c’era un clima di ostilità e di diffidenza”.

La Borsellino, quindi, dice chiaramente di aver deciso “di interrompere definitivamente questa esperienza quando ho avvertito la grande distanza che vi era tra me e le reazioni pubblicamente rese dal presidente di fronte all’arresto del dottor Tutino, volte a minimizzare quando accaduto”. E benché si rifiuti di commentare l’inchiesta in corso sul medico e sulle nomine dei dirigenti delle Asp, spiega di aver “bloccato l’affidamento a un privato della Banca dei tessuti proposta dall’ospedale Villa Sofia” della quale proprio Tutino era il primario.

Quindi, l’ex assessore sottolinea come “c’erano cose di cui io, l’assessore, non ero a conoscenza” perché “alla luce di quanto emerge, il presidente non mi parlava di tutto”. E spiega che a Crocetta “sotto il profilo istituzionale non gli ho taciuto proprio nulla. Al contrario ho appreso dai giornali che lui sapeva che il dottor Tutino parlava male di me e questo lui non me lo ha mai detto. Certe cose, ho l’impressione che con me non le abbia discusse. Io mi confrontavo con il presidente, con la giunta e con il Parlamento per ciò che non potevo risolvere nell’ambito della mia autonomia di delega. Ho avuto l’impressione che anche altro avvenisse dietro le mie spalle”.

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