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Rapina al Tarì, arrestata guardia giurata: era il “basista”

Marcianise (Caserta) – E’ ritenuto il “basista” della rapina al caveau del centro orafo “Tarì” di Marcianise, compiuto nella serata del 26 settembre scorso. Francesco Petruolo, guardia particolare giurata dell’istituto di vigilanza “Btv spa – gruppo Battistoli”, è stato arrestato nella mattinata di lunedì, su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, dagli agenti della squadra mobile di Caserta, nell’ambito delle indagini alle quali collaborano anche i carabinieri della compagnia di Marcianise.

L’uomo è gravemente indiziato, insieme con altre persone, ancora identificate, di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, porto e detenzione illegali di armi da fuoco.

Come ricostruito dagli investigatori, quella sera quattro rapinatori erano riusciti ad introdursi, con uno stratagemma, all’interno del centro orafo e ad accedere al deposito, impiegando come “cavallo di troia” un furgone blindato riportante i colori, il logo e il numero di targa di un automezzo dell’istituto di vigilanza che avrebbe dovuto recarsi nello stesso deposito per effettuare operazioni di carico/scarico di valori.

Dopo aver immobilizzato i due vigilantes in servizio al suo interno – potendo contare sul determinante contributo della guardia Petruolo – i rapinatori riuscivano a impossessarsi della somma di circa 15 milioni di euro.

Dopo l’allarme attivato da un altro dipendente della “Battistolli”, in servizio in un’altra area dello stabile – il quale si era accorto tempestivamente della presenza della banda di rapinatori attraverso il sistema di videosorveglianza interno – i rapinatori si vedevano costretti ad abbandonare il veicolo e l’intera refurtiva (è risultata mancante solo la somma di 15mila euro), e a fuggire a piedi nelle campagne circostanti.

Sul posto sopraggiungevano numerose pattuglie di polizia e carabinieri. Il coinvolgimento di Petruolo veniva accertato grazie alle riprese di videosorveglianza e ai rilievi tecnici della polizia scientifica di Caserta. Risultava, pertanto, che la guardia giurata aveva agevolato l’accesso al caveau dei rapinatori e neutralizzato una seconda guardia giurata presente. Utilizzando un cellulare “citofono”, Petruolo, tramite sms, aveva comunicato ai complici, per la riuscita del colpo, tempi e condizioni di accesso al caveau e, arrivato il furgone blindato, aveva aperto la porta blindata consentendo l’ingresso nell’area protetta.

I RILIEVI DELLA POLIZIA DOPO LA RAPINA, GUARDA IL VIDEO

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