Esteri

Pedofilia, monsignor Wesolowski rinviato a giudizio

L’ex nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana, Jozef Wesolowski, è stato rinviato a giudizio e la prima udienza si terrà l’11 luglio. Lo riferisce la sala stampa vaticana. I reati contestati sono detenzione di materiale pedopornografico per quando era tornato a Roma dopo il 2013 e abusi sessuali sui minori per il periodo in cui era a Santo Domingo.

Wesolowski, già condannato in un processo canonico, è attualmente agli arresti domiciliari in Vaticano. Il portavoce vaticano ha informato che l’ex nunzio ha subito due interrogatori e che il rinvio a giudizio è stato chiesto “dall’ufficio del Promotore di giustizia, cioè dal titolare e dai due sostituti: tutti gli atti vengono firmati insieme dai tre”. “Vista la data – ha precisato padre Lombardi, riferendosi alla chiusura del tribunale per la pausa estiva – non c’è da aspettarsi grandi dibattiti o sentenze, ma è un avvio effettivo del processo, manifesta la volontà di procedere, è una partenza effettiva”.

I giudici vaticani hanno dunque ritenuto che ci siano motivi sufficienti per rinviare a giudizio l’ex nunzio. Per i reati di detenzione di materiale pedopornografico “per il periodo trascorso a Roma”, i giudici si basano su inchieste in Vaticano, mentre per gli abusi sessuali sui minori commessi a Santo Domingo, “l’accusa – spiega il Vaticano – si basa sul materiale probatorio trasmesso dall’Autorità giudiziaria di Santo Domingo”. Per l’inchiesta e “il definitivo accertamento dei fatti”, i giudici, ha spiegato padre Lombardi, non escludono “eventuali forme di cooperazione giudiziaria internazionale”.

Il portavoce ha ricordato che nel 2014 il Procuratore generale di Santo Domingo era venuto in Vaticano per incontrare i giudici, aveva fatto una dichiarazione sul caso Wesolowski, e che in quella occasione si era parlato della eventualità di una rogatoria internazionale per acquisire ulteriori elementi. Dalla formulazione del rinvio a giudizio, sembra che Wesolowski sia inquisito in base al codice penale della Santa Sede, alla legge del 2008 sulle Fonti del diritto che sanziona i comportamenti gravi contrari alla religione e alla morale.

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