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Papa Francesco: “State lontani dalla corruzione e dal malaffare”

Roma – Ancora un appello di Papa Francesco a “tenersi lontano da corruzione e malaffare”. E’ possibile se l’economia “è radicata nella giustizia”. Che non è però solo “osservanza delle leggi, va oltre” prendendo “a cuore la sorte dei più poveri”.

Il Pontefice ha detto queste parole ricevendo in udienza i Cavalieri del Lavoro. La disoccupazione, soprattutto quella giovanile, “è il sintomo di una disfunzione, che non si può attribuire soltanto a cause internazionali”.

Con la chiarezza che caratterizza il suo modo di comunicare, Papa Francesco ha oggi affrontato il tema del lavoro e dell’economia, che – ha detto – deve essere radicata nella giustizia per poter rimanere lontana dalla corruzione. Ma la giustizia da sola non basta, ha avvertito il Papa all’udienza per i Cavalieri del Lavoro: “Bisogna andare oltre l’osservanza delle leggi e pensare i più poveri”.

Forte il richiamo ai giovani per il loro ingresso nel mondo del lavoro. Il Papa ravvisa tra le categorie deboli di oggi proprio coloro che fanno fatica a trovare un’occupazione: “Bisogna dare l’opportunità ai giovani di emergere e esprimere le loro potenzialità”.

Qualche giorno dopo l’enciclica “Laudato Sii”, in cui il Papa ha lanciato l’appello per salvare il Pianeta, con il tema odierno si rinforza il suo richiamo ad allontanarsi al consumismo senza etica. Tanto forte il messaggio che il presidente americano Barack Obama ha promesso che discuterà di cambiamento climatico ed economia mondiale con il capo della Chiesa di Roma a Washington, quando lo accoglierà per una sua visita a settembre. Il presidente negli Stati Uniti riconosce nel Papa un grande interlocutore politico e un portatore di messaggi universali: “La speranza – ha aggiunto Obama – è che tutti  i leader mondiali riflettano sull’appello ad agire insieme per proteggere la nostra casa comune.

Negli scorsi giorni non era mancato il richiamo del Pontefice all’importanza della donna nella società e nella Chiesa: “Il genio femminile è una grazia”, ha affermato, attribuendo a Maria un ruolo più importante di quello degli apostoli stessi, in risposta ai reclami femministi sul ruolo della donna nella gerarchia ecclesiastica. “La Chiesa è donna, è sposa di Cristo, è madre del suo popolo di fedeli cristiani”, ha sottolineato durante la meditazione svolta nella basilica di San Giovanni in Laterano in occasione del terzo raduno mondiale dei sacerdoti.

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