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Migranti, Renzi: “Rimpatri? Si può”. E critica la Ue

Roma – “Tutte le forze politiche diano una mano in questo sforzo del governo italiano e, guardo alla sinistra di quest’aula, non possiamo avere più paura del concetto di rimpatrio”. Parole di Matteo Renzi dall’aula del Senato.

“Il 24 giugno 2014 59.600 cittadini erano sbarcati sulle coste italiane, oggi il numero è sostanzialmente analogo ma c’è una novità profonda. E’ finalmente una priorità nell’agenda politica europea”, ha detto. “Possiamo affrontare il tema immigrazione con “lo scontro politico, possiamo stare in campagna elettorale permanente”, oppure “in modo solido come grande Paese”.

“Chi ha diritto all’accoglienza – ha detto il premier – deve essere accolto, l’Italia non è il Paese dei balocchi, ma un grande Paese che può farcela da solo. E’ l’Europa che non può pensare di fare da sola: non può pensare di avere una politica estera affidata ai singoli Stati. Lo sforzo che noi facciamo è di investire sulla cooperazione internazionale”.

Renzi ha riferito anche sulla situazione economica internazionale e, in particolare, sulla situazione della Grecia. “Con Atene – ha sottolineato – ci vuole chiarezza: il governo deve sapere che esiste una fortissima pressione da parte dell’opinione pubblica di alcuni Paesi per utilizzare questa finestra per chiudere i conti con la Grecia, per eliminare una volta per tutte la questione della presenza della Grecia nella zona euro”. “Serve uno sforzo reciproco”, ha aggiunto, annunciando che i tempi potrebbero slittare ancora, ma comunque bisogna chiudere “entro la fine del mese”.

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