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Migranti, i governatori del centrodestra: “Da Renzi nessuna soluzione”

Roma – “Incontro deludente, nessuna novità, nessuna nuova proposta, nessuna soluzione ai problemi”. E’ l’amaro giudizio del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al termine del vertice sull’immigrazione di giovedì mattina a palazzo Chigi, voluto dal premier Matteo Renzi, in vista dell’Eurogruppo in programma nel pomeriggio.

“Continua il caos nella gestione degli immigrati, Renzi ci ha riconvocato tra 15 giorni, tornerò ma spero che non sia un incontro come quello di oggi”, ha aggiunto Maroni.

Per risolvere il problema immigrazione, aveva detto il capo del governo, “ci sono due modi di procedere: uno e’ quello di rinfacciarsi il passato, ma non porta a niente. L’altro è quello di provare insieme a risolvere un problema. Più  il Paese si mostra compatto, meglio è”. L’Italia, aveva aggiunto, “è un Paese serio, solido, la cui risposta sul tema dell’immigrazione deve essere condivisa e congiunta”. E invece nulla di tutto ciò”.

I governatori di centrodestra sono compatti nel bocciare la linea di Renzi sugli immigrati. Il neogovernatore della Liguria, Giovanni Toti, a differenza dei suoi colleghi di Lombardia e Veneto, aveva detto prima di entrare che era disponibile ad ascoltare il ‘piano B’ del governo. “Se sarà convincente bene, siamo ragionevoli – aveva detto -. Il mandato forte il premier lo ha gia’, noi chiediamo che usi i suoi poteri”. All’uscita, però, anche Toti boccia Renzi: sul ‘piano B’ “non ha dato dettagli”, ha detto l’esponente di Forza Italia.

Anche il Veneto “continua a dire no” a nuovi arrivi di immigrati. Lo ha detto il governatore della regione, Luca Zaia, al termine del vertice. “Non sono emerse novità. Ci aspettavamo di sentire di relazioni internazionali forti per aprire nuovi campi per la prima accoglienza direttamente in Africa per risolvere il problema alla fonte”. All’appello all’unità di Renzi, Zaia ha risposto: “Penso che le polemiche di Mafia capitale abbiano indebolito il governo sul fronte della trattativa in Europa, continuiamo a pensare che la soluzione sia aiutare i profughi a casa loro”.

In difesa di Renzi interviene il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, secondo il quale da parte di alcuni presidenti di regioni “ci sono posizioni pregiudiziali” sul tema dell’immigrazione “rese evidenti dal fatto che alcuni hanno rilasciato delle dichiarazioni ancora prima che iniziasse la riunione, che sono rimaste le stesse anche dopo”. Chiamparino ha giudicato “positivo” il vertice e ha spiegato: “Abbiamo ribadito la necessità di ridurre i tempi e migliorare le modalità per l’identificazione dei richiedenti asilo, sei mesi sono troppi. Questo è fondamentale anche per essere credibili in Europa”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo dato disponibilità a costruire insieme gli hub sulla base di indicazioni che abbiamo già fornito al Viminale e la cui disponibilità dipende dall’amministrazione centrale dello Stato”.

A nome dei Comuni parla il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino. Nel corso del vertice i Comuni hanno ribadito l’impegno “a concorrere insieme alle Regioni e al Governo a gestire l’emergenza che non si può lasciare a dinamiche spontanee che la renderebbero pericolosa”, ha spiegato Fassino. “I Comuni hanno già dato un contributo significativo e sono disposti a continuare su questa linea. – ha aggiunto – Abbiamo posto l’esigenza di alcune misure che migliorino l’accoglienza come la creazione degli hub regionali di smistamento, che oggi sono pochi e insufficienti.  Il governo si è detto d’accordo e ci siamo dati due settimane di tempo per individuare in ogni regione le strutture idonee”.

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