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Immigrazione, Alfano: “Italia non è terra di conquista per speculatori”

Roma – Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, torna a parlare dell’emergenza migranti e della difficile situazione degli sbarchi che l’Italia deve affrontare ogni giorno.

“Dall’inizio del 2015 sono arrivati in Italia 59.600 immigrati. Gli eventi legati agli sbarchi sono stati 428 – ha detto Alfano nella informativa sulla immigrazione in Commissione Affari Costituzionali al Senato – Il 92% delle partenze arriva oggi dalla Libia”.

Moltissimi gli arrivi anche da altre nazionalità: il 25% degli immigrati è di nazionalità eritrea, il 10% nigeriana, il 9% somala, il 7% siriana. “Rispondo a chi lo nega: non è stato estinto il fondo per i rimpatri anzi ne è stata aumentata la portata – ha aggiunto – Dobbiamo pretendere aiuto dai paesi che aiutiamo, perseguire visione globale che recuperi quadro dei costruttori dell’Europa Unita a partire da Alcide De Gasperi”.

In merito all’accoglienza e ai 78mila migranti ospitati nel nostro Paese ha detto: “Bisogna garantire una più equa ripartizione tra le regioni, per minimizzarne l’impatto e favorire il percorso di integrazione”. 

E ancora: “Dall’inizio dell’anno sono state esaminate 22.266 domande di asilo, il 48 % sono state respinte. Si tratta del 49% in più di domande rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il sistema è in via di rimodulazione, si sta programmando la realizzazione degli ‘hotspots’ in alcuni porti chiave dove concentrare gli arrivi e fare un primo screening sanitario e l’identificazione. Gli attuali Centri per richiedenti asilo muteranno funzione in hub regionali per gestire numeri elevati: qui i migranti potranno formalizzare la domanda di protezione, per poi essere inviati verso le strutture di seconda accoglienza”. 

“L’Italia è campione del mondo per generosità e solidarietà – ha poi concluso – non possiamo consentire che diventi terra di conquista per speculatori ed affaristi. Mobiliteremo i prefetti e daremo massima collaborazione all’Autorità anticorruzione sulle proposte di commissariamento”.

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