Carinaro

Tassa rifiuti, Masi: “Il sindaco chiarisca l’inguacchio”

Carinaro – Si fa portavoce del malcontento che in questi giorni imperversa su Carinaro l’ex sindaco Mario Masi che torna a lanciare strali contro l’amministrazione Dell’Aprovitola. Stavolta l’argomento riguarda i tributi, in particolare le “cartelle pazze” della tassa rifiuti per l’anno 2014 da molti considerate “incomprensibili” ed esose.

Masi ritiene come le cartelle siano “prive del requisito di chiarezza che la legge impone, recanti un carico tributario insopportabile e comunque molto più pesante rispetto agli anni passati, piene di errori e strafalcioni per quanto riguarda le consistenze immobiliari, le pertinenze, le destinazioni d’uso, ed infine notificate con circa un anno di ritardo rispetto ai termini previsti dalla legge, ritardo che comporterà inevitabilmente l’incrocio con le prossime cartelle relative al 2015, che non tarderanno ad arrivare nelle case di carinaresi”.

Ma di chi è la colpa? “Nessun amministratore – risponde Masi – finora ha avvertito l’esigenza di fare quanto meno un comunicato o di aprire nelle sedi istituzionali consiliari o in piazza un confronto utile a fare chiarezza su quanto è accaduto, anche per calmare la diffusa contestazione che regna nel paese, che ha toccato limiti mai raggiunti negli ultimi 40 anni di vita cittadina. Credo invece che sia doveroso che qualcuno – sindaco in primis – debba avvertire la sensibilità di spiegare ai cittadini cosa è successo; chi ha preparato il ruolo della tassa; perché nella preparazione di questo lavoro è stata esclusa l’unica funzionaria – Elena Barbato – in grado di dare un contributo importante perché` dotata di adeguata professionalità in materia tributaria; perché non c’è traccia del piano finanziario cui questa tassa è indissolubilmente legata; perché è venuta fuori una tassa così pesante, pur se gli oneri contrattuali per il servizio di raccolta e quelli per il funzionamento degli impianti necessari allo smaltimento sono sostanzialmente uguali a quelli del passato;  perché sono state eliminate tutte le agevolazioni che pure erano presenti nel regolamento e che nel passato erano state sempre riconosciute ed infine perché la tassa per il 2014 è stata notificata con un anno di ritardo, con l’inevitabile rischio di fare  incrociare la tassa del 2014 con quella del 2015?”.

L’ex sindaco poi sottolinea come “il nuovo regolamento e le nuove tariffe sulla tassa sui rifiuti per il 2014 sono tutti atti varati dall’attuale amministrazione con delibere numero 20 del 19 settembre 2014 e numero 26 del 30 settembre 2014, ossia a distanza di 4 mesi dal suo insediamento. Lo provano gli atti ufficiali del Comune. Pertanto è questa amministrazione in carica e solo essa che ha il dovere di fare chiarezza ‘sull’inguacchio’ provocato”.

“Invece di stendere un velo di silenzio su questo tema importante per la famiglie di Carinaro, sempre più alle prese con le difficoltà economiche del momento, promettendo magari sgravi, sospensioni, annullamento di cartelle o tolleranza nel pagamento – sostiene Masi – l’amministrazione trovi il coraggio, anche in una pubblica assemblea, di aprire il confronto con i cittadini e spiegare le ragioni del suo operato. Detto confronto appare ancor più doveroso ed inevitabile se solo si pensa che siamo alla vigilia della formazione del ruolo della nuova cartella per il 2015 e che pertanto bisognerebbe fare di tutto per evitare di ripetere gli stessi errori”.

Masi ricorda che “nel maggio del 2014, in occasione della campagna elettorale per la carica di sindaco, c’era chi assicurava la gente che la sua amministrazione sarebbe stata trasparente come una casa di vetro. Essere trasparenti vuol dire non solo rispettare la legge, ma anche garantire che la maggior parte degli atti amministrativi – almeno quelli più importanti come le tasse comunali – sia frutto di un confronto partecipato con la città alla quale l’amministrazione è tenuta a dare conto”.

“Diversamente, – conclude Masi – come è capitato nella vicenda della tassa sui rifiuti per il 2014, ci si accorge che la trasparenza degli atti e dei comportamenti, tanto strombazzati in campagna elettorale, era soltanto uno slogan elettorale, un contenitore vuoto a cui l’amministrazione non dà alcun valore. La trasparenza invece vuol dire tutta un’altra cosa”.

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