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“Drones”, i Muse a difesa dell’umanità

Un concept basato sul conflitto tra umanità e intelligenza artificiale. Parliamo di “Drones”, il nuovo album dei Muse, in uscita il 9 giugno, a tre anni dal controverso “The 2nd Law”. Quasi un monito al genere umano, come racconta Matt Bellamy: “I droni sono una metafora di dove l’evoluzione tecnologica ci sta portando. Dobbiamo difendere la nostra umanità”.

“Drones” è un’opera complessa, affidata alla produzione di Mutt Lange, colui che fece segnare la svolta, nel 1980, agli Ac/Dc con “Back in Black”, oltre ad aver firmato grandi successi più avanti negli anni, come con i Maroon 5. Decisamente più diretto del suo predecessore, nato quasi tutto in studio, “Drones” invece è venuto fuori da diverse jam della band. Il risultato è un sound molto più heavy. Merito anche della scelta ricaduta sul produttore esterno, rispetto ai due precedenti lavori autoprodotti, che ha indotto il gruppo a concentrarsi di più sulla musica che sulle sperimentazioni.

L’ispirazione è arrivata dalla lettura di “Predators, The CIA’s Drone War on Al Qaeda”, un libro sull’utilizzo dei droni in guerra. “L’ho trovato scioccante. – spiega Bellamy – Capisci come Obama possa fare colazione e appena finito decidere di far uccidere qualcuno in modo semplice e pulito perché eseguito con dei droni. E poi ci sono le implicazioni dell’intelligenza artificiale sul futuro: avremo droni che potranno decidere in autonomia di uccidere senza che un umano li programmi per farlo. Per me questo è un punto di non ritorno della strana evoluzione della tecnologia e del suo impatto sulle nostre vite”.

Ma c’è anche un’influenza cinematografica nel nuovo lavoro dei Muse. Emerge, infatti, l’amore di Bellamy per Stanley Kubrick. “‘2001 Odissea nello spazio’ è stato un punto di riferimento per la relazione che si instaura tra gli umani e l’intelligenza artificiale. Invece il recitato ‘Drill Sergeant’ è direttamente ispirato alle sfuriate del sergente di ‘Full Metal Jacket’. Purtroppo, non abbiamo potuto prendere l’audio originale per questioni di diritti e abbiamo dovuto riregistrarlo, ma il riferimento è quello”, spiega il leader della band.

Sul piano live, dunque sulla possibilità di eseguire tutto il concept in un solo concerto, al momento Bellamy ritiene che non sia il caso. Nei concerti estivi, compreso quello in programma il 18 luglio in Italia, al Rock in Roma, la band eseguirà solo alcuni pezzi di “Drones”, “perché i festival – spiega Bellamy – non sono l’occasione giusta per rappresentare un lavoro come questo ma molto probabilmente nel tour nelle arene in autunno lo eseguiremo integralmente con un apparato scenografico adeguato”.

Drones – Muse (uscita 9 giugno)

Tracklist

1. Dead Inside
2. [Drill Sergeant]
3. Psycho
4. Mercy
5. Reapers
6. The Handler
7. [JFK]
8. Defector
9. Revolt
10. Aftermath
11. The Globalist
12. Drones

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