Sant’Arpino

PulciNellaMente consegna a Dacia Maraini il premio alla carriera

Sant’Arpino – Sarà la scrittrice italiana più tradotta nel mondo, Dacia Maraini a chiudere il cerchio magico della 17esima edizione della Rassegna Nazionale di Teatro Scuola “PulciNellaMente”.

La cerimonia per il conferimento del Premio alla Carriera è fissata a Sant’Arpino per giovedì 14 maggio, alle ore 17, nella sala convegni del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna”, in piazza Umberto I. Nel corso dell’incontro la notissima autrice fiorentina si confronterà con rappresentanti del mondo della scuola, della cultura, del giornalismo e delle istituzioni.

Ad accogliere la Maraini saranno gli ideatori ed organizzatori di PulciNellaMente, Elpidio Iorio, Antonio Iavazzo e Carmela Barbato, oltre al sindaco facente funzioni di Sant’Arpino, Aldo Zullo. A stimolare la discussione saranno il giornalista Aldo Balestra, responsabile della redazione de “Il Mattino” Caserta, ed il filosofo, poeta e docente universitario, Giuseppe Limone.

La Maraini non ha certo bisogno di presentazioni, ed anzi appare, invece, più originale ricordare il suo rapporto con il teatro. A chi gli ha chiesto come mai una scrittrice di romanzi si dedicasse al teatro ha risposto “probabilmente perché il dialogo mi ha sempre interessato molto; comunque c’è anche un altro aspetto del teatro che mi piace, che mi affascina, ed è il lavoro collettivo. Il teatro non funziona se non c’è la collaborazione appassionata di più persone. Ci sono momenti solitari, come quello della vera e propria scrittura, ma poi questa scrittura viene messa continuamente a confronto con un gruppo, un regista, degli attori, e questo comporta una continua dialettica. Mi è sempre piaciuto interrompere l’attività solitaria della scrittura per andare a discutere, fino a rompermi la testa con attori e registi e scenografi”.

Grande, ovviamente, la soddisfazione da parte dei componenti della direzione artistico-organizzativa. “Questa indimenticabile edizione 2015 di PulciNellaMente – dichiarano all’unisono Iorio, Iavazzo e Barbato – si chiude così come è iniziata e proseguita all’insegna della qualità culturale ed artistica. Il premio alla Maraini si inserisce perfettamente lungo il filo conduttore inaugurato dall’incontro con Gigi Proietti e proseguito con il maestro Roberto De Simone, oltre che con le numerose personalità che hanno portato il proprio contributo. Testimonianze tutte caratterizzate dal trait d’union che trova, nella trasmissione dei valori più alti della cultura e dell’arte alle nuove generazioni, un motivo per credere che attraverso tali ‘incontri’ ci siano i semi per lasciare germinare e crescere la speranza di un domani in cui prevalgano Bellezza, Arte e Armonia”.

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