Teverola

Pina D’Agostino ricorda il “1992”: “Concretizziamo quella speranza”

Teverola – Circa venti anni fa, a Teverola, prese vita un’esperienza politica unica, per quel che conosco, nella storia di questo paese: dei giovani, uniti solamente da un pulito senso civico, si raccolsero in una lista elettorale, per “cambiare Teverola”. Io sono stata una di quei giovani e di quell’esperienza parlo con consapevolezza, con nostalgia e anche con dolore, perché quella primavera finì troppo presto e nel modo peggiore.
Ritengo che valga la pena raccontarne la storia: per ricordare a chi ha dimenticato o a chi ha confuso quell’esperienza con altro e soprattutto per farla conoscere a quelli che oggi, anagraficamente, sono i giovani di Teverola.
Questa storia, come tutte le storie sensate, ha, a sua volta, una storia alle spalle. È quella di un’associazione dal nome alquanto anonimo e poco ispirato: “Associazione giovanile sport e cultura”. L’associazione raccoglieva ragazzi e ragazze inizialmente accomunati solo dal desiderio di ritrovarsi in un posto per discutere, per “fare qualcosa”: la rappresentazione teatrale, la gita a Pasquetta, la biciclettata, la mostra presepiale, il cineforum. E il posto ci costava caro: ricordo i continui lamenti del presidente affinché versassimo la gravosa quota mensile associativa: diecimila lire.
Parallelamente, e in modo più urgente per qualcuno, nasceva il desiderio di un cambiamento profondo del paese: vivevamo in un posto che non ci piaceva; Teverola non ci piaceva e lo volevamo gridare, proprio come, per legge di natura, fanno i giovani.
Erano i primi Anni Novanta, anni di grandi stravolgimenti nazionali che sembravano preludere ad una rivoluzione. Noi ci sentivamo partecipi del destino dell’Italia, soffrivamo per la morte dei giudici, ci indignavamo contro i politici. E l’immagine della politica nazionale che si sgretolava si sovrapponeva, fotocopia ingrandita, agli amministratori locali, rivelandocene l’esiguo spessore e l’inconsistenza. Le nostra iniziative allora cambiarono direzione: Mostra fotografica sul degrado di Teverola e, soprattutto Il merlo, giornale di denuncia di quel degrado: la nostra rivoluzione.
Era l’autunno del 1992 quando nacque un comitato per la costituzione di una lista civica per Teverola, una lista di giovani. L’impegno, la puntigliosità, le denunce, il senso di libertà, la fiducia nel cambiamento, i no ribaditi a logiche che aborrivamo,l’incontro con tante belle persone, le discussioni interminabili volte a fare bene: sono elementi che hanno connotato un’esperienza indimenticabile che ha segnato, credo, non solo la mia vita.
Ne nacque una proposta elettorale totalmente alternativa, sostenuta da un’imprevista , calda ed eccezionale partecipazione da parte dei compaesani. Il 6 giugno 1993 ci furono le elezioni che restituirono un paese diviso: perdemmo, ma quasi metà degli elettori di Teverola avevano scelto noi, i giovani.
In Consiglio comunale sedemmo ai banchi dell’opposizione fino a quando, dopo pochi mesi, il Consiglio fu sciolto per condizionamento camorristico. Quell’’atto, che dava ragione alla nostra opposizione, segnò anche, senza dubbio, la fine di quell’esperienza: alle elezioni successive la lista dei giovani non c’era più.
Chi ha governato Teverola da allora, prima da regista occulto, poi da sindaco, ha reso peggiore Teverola e resi peggiori i Teverolesi, deturpando il paese con una cementificazione insensata e consolidando, con una spregiudicatezza mai così violenta, la logica del favore personale, del clientelismo più succube e meschino. Non mi pare di poter dire che il sindaco abbia fatto altro per il paese.
Pochi mesi fa sono fiorite a Teverola varie iniziative che hanno visto protagonisti gli anagraficamente giovani di Teverola: manifestazioni contro l’inquinamento (a cui io stessa ho partecipato, credendo effettivamente di manifestare contro la terra dei fuochi), forum dei giovani, lezioni di politica … 
Ora, i giovani protagonisti di queste iniziative sbrigativamente organizzate e concentrate negli ultimi mesi, sono quasi tutti, credo, candidati o sostenitori della lista elettorale del sindaco uscente, dimostrando, credo, di appoggiare e gradire le imprese del loro candidato sindaco.
Io voto per Gennaro D’Agostino e per la lista Teverola città fertile. A Gennaro affido i sogni e le speranze di cambiamento che venti anni fa abbiamo condiviso. Ai Teverolesi liberi e pensanti chiedo di non votare per Lusini e per il suo imbarazzante codazzo di giovani nati vecchi, che meritano, lasciatemelo dire da insegnante, una bella lezione.
Pina D’Agostino 

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