Aversa

Il vescovo Spinillo diventa “social”: successo per l’approdo su Facebook

Aversa – “Eccellenza, credo di sentire la vocazione a seguire la strada del Signore”…  “Siamo educatori, molti ragazzi quando tornano a casa non hanno una famiglia con cui confrontarsi”… “Le piace lo sport? E che musica ascolta?” …  “Come si fa in politica ad anteporre l’interesse comune al proprio?” … “Cosa ne pensa dei social?” … “Che futuro stiamo costruendo per i nostri figli?”.

In sintesi, sono solo alcune delle circa cento domande che martedì sera, 26 maggio 2015, il popolo della rete ha voluto rivolgere a monsignor Angelo Spinillo, collegato in diretta sulla pagina Facebook “Chiesa di Aversa”.

“Il nostro vescovo è riuscito a rispondere al 30% circa dei post”, commenta don Carlo Villano, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Aversa, “ma la scoperta di questo nuovo universo di interazione e dialogo ha suscitato in lui un grande entusiasmo, tanto che Mons. Spinillo ha voluto rassicurare i fedeli internauti circa la sua intenzione di voler rispondere a tutti nei prossimi giorni”.

Analizzando i dati relativi alla sola giornata di martedì, quasi trentamila persone hanno visualizzato un post di “Chiesa di Aversa” mentre ben 4500 sono state le interazioni sui post della pagina pubblicati sulla bacheca diocesana.  Inoltre, più di 300 nuovi utenti hanno cliccato sul “Mi piace” della pagina ufficiale della diocesi, che ha così abbattuto il muro delle 2000 preferenze. Ad uno studio attento del dato demografico dei “followers”, esce fuori un quadro di sostanziale parità tra i sessi (49% donne e 51% uomini), mentre l’aspetto anagrafico premia soprattutto chi rientra nella fascia dai 25 ai 44 anni.

L’ottimo riscontro in termini di visite e coinvolgimento social ha convinto l’Ufficio Comunicazioni Sociali che questa esperienza non resterà un esperimento isolato: “Monsignor Spinillo, potrebbe periodicamente far visita alla pagina ufficiale della diocesi per mettersi di tanto in tanto in dialogo con i fedeli 2.0”, annuncia don Carlo. “Ci stiamo pensando, l’idea piace a tutti. È ovvio che i riscontri numerici ci soddisfano, ma non dobbiamo correre il rischio di fissarli con occhio fermo, risulterebbero sterili. Bisogna invece saperli esplorare attentamente per poter cogliere il vero significato di questa partecipazione: un nuovo canale di comunicazione tra Chiesa e fedeli. Speriamo di saper coltivare sapientemente questa forma di dialogo dalle potenzialità straordinarie e per certi versi ancora inesplorate”.

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