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Tribeca Film Festival, Italia protagonista dell’edizione 2015

Il Tribeca quest’anno “parla italiano”. Una frase che ha già etichettato la 14esima edizione della kermesse newyorkese in programma dal 15 al 26 aprile prossimi.

Nata da un’idea di Robert De Niro e Jane Rosenthal, all’indomani dell’immensa tragedia dell’11 settembre per dimostrare al mondo la voglia di rinascita della Grande Mela, la manifestazione è cresciuta di importanza negli anni ritagliandosi uno spazio di riguardo nel panorama dei festival internazionali focalizzati sulla produzione indipendente. Ovviamente De Niro, per  rammentare  le lontane radici di cui va orgoglioso, ha riservato sempre un posto speciale alla cinematografia nostrana, anche se l’edizione 2015 brilla particolarmente per la massiccia presenza di opere di nostri autori nelle differenti sezioni.

A cominciare dalla più importante ovvero “World Narrative Competition”, dedicata al concorso ufficiale, nella quale è annunciata la presenza di “Vergine giurata” di Laura Bispuri con Alba Rohrwacher. Già unico titolo tricolore in competizione alla recente Berlinale, narra la storia di una ragazza, cresciuta tra le retrograde montagne albanesi, che, pur di affermare il proprio diritto alla libertà, decide di fingersi uomo e di vivere da tale accettando tutte le drammatiche conseguenze che una scelta così estrema può causare.

Apprezzata da gran parte della critica internazionale e anche dai “buyers” del mercato di mezzo mondo, la pellicola è pure in lizza per l’assegnazione del “Nora Ephron Award”, premio al miglior lungometraggio diretto da una cineasta, istituito in memoria dell’indimenticabile sceneggiatrice e regista di “C’è posta per te” e “Insonnia d’amore”, enormi successi al botteghino.

Nel segmento denominato “World Documentary”, invece, a difendere i colori italici è “Palio” di Cosima Spender, incentrato sul Palio di Siena, la corsa di cavalli più antica del pianeta messa costantemente in pericolo dalla corruzione capace (forse) di spegnere la passione per un evento tanto affascinante.

Ma non finisce qui. Tra gli “Spotlights” spetta al controverso e intrigante “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo tenere alto l’italico vessillo. Il doloroso racconto di un’ossessione per il cibo sano da parte di una madre ai limiti della follia ha ampiamente convinto i giurati del Festival di Venezia, dove ha ricevuto le Coppe Volpi ai migliori interpreti (la Rohrwacher e Adam Driver), e inizia dal Tribeca un difficile percorso in terra americana che ci auguriamo risulti prodigo di consensi. Infine, nell’ambito dei “Tribeca Talks”, un invito a parlare del proprio mestiere di maestri della Settima Arte è stato rivolto a Paolo e Vittorio Taviani, che approfitteranno dell’occasione per introdurre al pubblico la loro ultima fatica “Meraviglioso Boccaccio”, inno di ammirazione al creatore dell’indiscusso capolavoro “Decamerone”.

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