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Immigrazione, Salvini: “Radere al suolo campi rom”

Roma – E’ polemica per le parole pronunciate dal leader leghista Matteo Salvini in merito all’immigrazione. 

“Gli darei tempo sei mesi poi li raderei al suolo”, ha spiegato durante la puntata di mattino 5 in cui era ospite.

“I rom hanno il diritto e il dovere di vivere come gli altri e di mandare i figli a scuola ma il campo in quanto tale è al di fuori della legge, col dovuto preavviso gli do la possibilità di vivere come gli altri, ma i campi rom non dovrebbero esistere”.

L’integrazione è “solo per chi si vuole integrare – ha proseguito – e non per chi vuole campare sulle spalle degli altri. I rom hanno gli stessi diritti e doveri degli altri, come pagare l’Imu”.

Risolvere il problema per Salvini è un gioco da ragazzi. “Do un preavviso di sfratto di sei mesi e preannuncio la ruspa. Nel frattempo i rom, come tutti gli altri cittadini, si organizzano: comprano o affittano casa. Scaduti i sei mesi di preavviso, darei il via libera a spianare e radere al suolo tutto”, ha ribadito.

Controbatte la sinistra. “Salvini la pianti col suo qualunquismo da quattro soldi – ha detto Edoardo Patriarca del Pd – diamo una seria alternativa ai Rom, e tanti comuni lo stanno facendo, e vedrà che non ci sarà bisogno di buttare giù alcunché”.

“La questione va certamente affrontata di petto e con determinazione, a partire dalla tutela dei minori dallo sfruttamento e dalla chiusura dei vergognosi campi-ghetto, simbolo del fallimento trasversale delle politiche sui rom in questi anni soprattutto nella Capitale”, ha commentato Khalid Chaouki, coordinatore Pd dell’intergruppo immigrazione.

E ancora: “La posizione di Salvini è sterile e ridicola propaganda. Alzare i toni e alimentare un clima di odio e intolleranza serve solo a nascondere le colpe dei veri responsabili che, negli anni del cattivismo dell’ex ministro Maroni, hanno speculato sull’emergenza senza risolvere alcunché”.

Boldrini: “Trovo il verbo ‘radere’ abbastanza inquietante. I campi non vanno mantenuti ma deve essere trovata una soluzione abitativa alternativa. Questo non significa annientare chi abita i campi, bisogna far seguire una politica abitativa”.

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