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Corruzione, arrestati ex sindaco ed ex giunta di Cellino San Marco

Brindisi – Un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 persone, tra cui anche l’ex sindaco di Cellino San Marco – Comune commissariato per infiltrazioni mafiose – e quasi l’intera giunta rimossa nell’aprile del 2014, è in corso di esecuzione da parte dei carabinieri di Brindisi. L’ex primo cittadino, Francesco Cascione, avvocato penalista, di Forza Italia, è stato condotto in carcere. Sono contestati reati contro la pubblica amministrazione.

Si tratta di un provvedimento richiesto dal pm della procura di Brindisi, Antonio Costantini, e disposto dal gip Paola Liaci. Le accuse a vario titolo sono di associazione per delinquere, peculato, corruzione, turbata libertà degli incanti e calunnia.

Le misure cautelari eseguite oggi riguardano anche quattro imprenditori delle province di Brindisi, Bari e Lecce e una persona – a quanto si è appreso – vicina alla organizzazione di tipo mafioso Sacra corona unita. Sono state emesse all’esito dell’indagine chiamata ‘Do ut des’ che ha portato alla luce, secondo gli investigatori, una vera e propria organizzazione criminale, facente capo a Cascione uscente, che pilotava sistematicamente gli appalti ed i concorsi comunali, in cambio di tangenti. Nel mirino anche un concorso per vigili urbani per il quale furono affissi volantini in città che denunciavano irregolarità.

Ora è retto da una commissione prefettizia il comune di Cellino – dove oggi sono stati arrestati quasi tutti i componenti dell’ex giunta e l’ex sindaco – il cui consiglio comunale fu sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata nell’aprile del 2014. L’iter amministrativo fu avviato dal prefetto di Brindisi, Nicola Prete, nel luglio 2013, con l’insediamento della commissione prefettizia per l’accesso agli atti. L’accertamento terminò nel dicembre successivo.

Lo scioglimento fu deciso il 18 aprile di un anno fa al termine di una riunione del Consiglio dei ministri. Era stato proposto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “Al fine di consentire il risanamento delle istituzioni locali nelle quali sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Cellino San Marco (Brindisi)”.

Venivano rilevate, da parte della commissione prefettizia, “ingerenze da parte della criminalità organizzata che hanno compromesso la libera determinazione e l’imparzialità degli organi eletti nelle elezioni amministrative del 2010, nonché il buon andamento dall’amministrazione e il funzionamento dei servizi”. “Spicca – si leggeva – il ruolo determinante del sindaco che all’interno della giunta individua argomenti all’ordine del giorno, proponendo delibere e soluzioni da adottare in piena autonomia”.

Sulla posizione dell’ex sindaco Cascione, la cui famiglia “è stata sempre presente dal 1983 a oggi negli organi elettivi”, la commissione prefettizia scrive che si segnalano episodi indicativi “di una precipua vicinanza ad ambienti criminosi cellinesi”. Emergeva un quadro di “scarsa attitudine della compagine amministrativa al rispetto delle regole”, in cui spiccava il finanziamento dato nel settembre 2012 alla convivente di un pregiudicato affiliato alla Scu per il pagamento del funerale del fratello, ucciso a San Donaci (Brindisi).

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