Aversa

Tributi, Sagliocco: “A breve altre sorprese dalla Corte dei Conti”

Aversa – “Sulla vicenda dei canoni idrici c’è stato anche un interessamento da parte dei carabinieri che alcuni mesi fa, a fine 2014, sono stati sulla casa comunale per acquisire una serie di atti relativi all’argomento tra cui anche la lista dei morosi e eventuali atti interruttivi”.

Ritorna, dopo il fuoco incrociato dei giorni scorsi da parte di Pd e Fi, sull’argomento bollette dei canoni idrici, che sono giunte o stanno per giungere nelle case di tutti gli aversani, il sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco. Il sindaco evidenzia anche che dopo quella visita degli uomini della Benemerita nessuno degli assessori volle più quella delega all’acquedotto che, da allora, ha tenuto per sé.

“Sia chiaro – continua il primo cittadino – che non vogliamo criminalizzare nessuno né vogliamo incutere terrore, ma solo cercare di ristabilire chiarezza dopo che ci è stato chi ha detto tutto e il contrario di tutto, invitando persino i cittadini a non pagare. Una cosa che non può essere fatta a cuor leggero, né senza conseguenze”.

Per Sagliocco, infatti, come ha tenuto a precisare, “il regolamento per il pagamento dei canoni idrici, obsoleto o meno, comunque ancora in vigore ad oggi, non mai inibito la riscossione in acconto dei consumi, né l’ha inibita nei confronti delle singole famiglie. I condomini, infatti, entreranno in gioco solo al momento del conguaglio”.

Lo stesso sindaco, infine, sempre in argomento di responsabilità contabile, rivela: “Non in tema di riscossione di canoni idrici, ma per un altro settore, credo, infatti, che a breve vi saranno altre sorprese da parte della Corte dei Conti in tema di responsabilità contabile. Non possiamo, infatti, non azionare meccanismi che portano alla riscossione di somme spettanti alla pubblica amministrazione”.

Come si ricorderà, l’amministrazione comunale, nonostante siano i condomini e non le singole famiglie ad aver stipulato i contratti di somministrazione dell’acqua, ha inviato, nei giorni scorsi, ai singoli capifamiglia poco meno di diciottomila avvisi di pagamento per la riscossione di acconti relativi ai primi due trimestri del 2015 con tanto di bollettini, provocando la reazione delle opposizioni.

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