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“Yalla…piano”, giallo sul jihadista che parla italiano in un video

“Yalla, yalla, yalla, piano, piano, piano…”. Per la prima volta in un video diffuso dall’Isis si sente un mujaheddin parlare in italiano. Il video, scoperto e pubblicato da Globalist.it, è stato postato nei giorni scorsi dallo Stato Islamico e mostra la preparazione di un attacco suicida con un’autobomba contro una postazione del Pkk.

Nel filmato si sente una voce fuori campo che durante la manovra per spostare un blindato imbottito di esplosivo dice più volte al guidatore in lingua italiana: piano, piano, piano. Il video, “la cui autenticità è stata confermata dall’intelligence italiana – sottolinea il direttore di Globalist, Gianni Cipriani – rappresenta una ulteriore conferma della presenza di foreign fighter italiani in Siria e Iraq molti dei quali, come probabilmente in questo caso, non nativi italiani, ma stranieri che hanno a lungo soggiornato nel nostro Paese”.

Sono però sorti alcuni dubbi. La frase pronunciata dal jihadista, secondo la redazione araba di Aki-Adnkronos International, sarebbe “Yalla, yalla, yalla. Ya Rab, Ya Rab, Ya Rab”. La frase “Ya Rab” è una invocazione a Dio molto ricorrente nella lingua araba parlata. La voce sembra dare indicazioni a un camion-bomba che effettua una manovra e di lì a poco si fa esplodere contro una base di miliziani curdi nella provincia di Homs. L’incitazione “Yalla” e l’invocazione “Ya Rab” si riferirebbero quindi al “martire” che sta per compiere l’operazione.

L’attentato del video risale al giorno 6 di Jamadi-ul-Awal secondo il calendario lunare, ovvero il 25 febbraio scorso. Il video è intitolato “Operazione di martirio contro il Pkk”, sigla del Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Ma l’obiettivo dell’attentato potrebbero essere in realtà le Unità di protezione del Popolo curdo (Ypg), gruppo alleato del Pkk e attivo in Siria. Nella scritta che appare a introduzione del video si legge che l’operazione di «martirio» è avvenuta nel villaggio al-Naim, a sud-ovest di Homs.

Dubbi anche sulla località dell’attentato. C’è infatti un villaggio chiamato al-Naim anche nei pressi di Tel Hamees, nella provincia di al-Hasaka, nel nord-est della Siria, dove è più plausibile la presenza di milizie curde. Il video è infatti firmato con da Wilayat al-Baraka, braccio mediatico dell’Is nella provincia di al-Hasaka. Wilayat al-Baraka è anche il nome che l’Is ha dato a quella regione e che viene citato nell’introduzione del video.

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