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Strage di Tunisi, folla ai funerali a Torino

Torino – Un lungo applauso ha accolto le salme di Orazio Conte e Antonella Sesino, le vittime torinesi dell’attentato di Tunisi, nel Santuario della Consolata, nel capoluogo piemontese, dove si sono svolti i funerali celebrati dall’arcivescovo Cesare Nosiglia. “Mai soli” è lo striscione appeso alla cancellata del Santuario. Tra gli omaggi floreali, le corone del governo tunisino, della presidenza della Repubblica e del governo italiani, di Camera e Senato.

Subito fuori dalla chiesa un altro striscione: “Non si può morire così”. Nelle prime file del Santuario, accanto alle famiglie e ai parenti delle vittime, il sindaco di Torino, Piero Fassino, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e del Consiglio regionale, Mauro Laus.

A rappresentare il governo il viceministro alla Giustizia, Enrico Costa. Presente in chiesa anche Carolina Bottari, la dipendente comunale ferita nell’attentato in cui ha perso la vita il marito, Orazio Conte. Tra la folla commossa anche Afef, di nazionalità tunisina.

“Chi si serve della violenza e sceglie la via del sangue, aggredendo cittadini inermi, non avrà mai la vittoria”. E’ un passaggio dell’omelia dell’arcivescovo Nosiglia durante i funerali.”La strage degli innocenti che si è rinnovata in questi giorni scuote la coscienza di ogni uomo di buona volontà: l’amore e la volontà di pace e di rispetto di ogni persona vinceranno avendo dalla propria parte la potenza di Dio”.

“Ci siamo salvati per caso perché la nostra guida ci ha fatto fare tutta un’altra strada. Ma fate attenzione, ci sono persone che raccontano cose non vere”. Lo ha detto una signora romana sbarcata da Costa Fascinosa, la nave da crociera che ha perso 6 passeggeri nella strage di Tunisi. “Noi – racconta un altro passeggero – non siamo scesi perché mio figlio di 11 anni, che si era documentato su internet, aveva paura dell’Isis”.

“Ero sul pullman quando un ragazzo di Roma ha urlato ‘stanno sparando, buttati giù’ e così facendo mi ha salvato la vita”. Lo ha detto Elisabetta Ravera, una delle passeggere di Costa Fascinosa rimasta coinvolta nell’attentato davanti al museo. Elisabetta racconta di essersi “buttata a terra, sentivo i colpi di kalashnikov venire sempre più vicini e a un certo punto un colpo mi ha assordato”.

Altri 12 passeggeri sono rimasti feriti. I primi a scendere sono stati 5 giapponesi che, tenendosi per mano, hanno raggiunto in silenzio i pullman. Mentre è arrivata a Savona la Costa Fascinosa, sulla quale viaggiavano sei delle vittime dell’attentato a Tunisi. La nave ripartirà nel pomeriggio alla volta di Civitavecchia.

C’è una terza turista torinese, di cui non si era avuta alcuna notizia, tra i feriti dell’attentato di Tunisi. E’ Danila Pollara, 61 anni, impiegata, di Moncalieri. Le sue condizioni non sono gravi. La connazionale è stata trasportata all’ospedale Molinette di Torino.

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