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‘Ndrangheta, scoperto bunker per latitanti nella Locride

Bovalino (Reggio Calabria) – Un bunker sotterraneo in muratura, di circa 10 metri quadrati, quello scoperto a Bovalino, nel reggino, in una struttura abitativa intestata a una vedova 74enne del luogo.

L’operazione è stata compiuta dai carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Calabria, delle compagnie di Locri e Bianco, insieme allo Squadrone eliportato cacciatori “Calabria” del Gruppo Operativo Calabria (Goc) di Vibo Valentia, nel corso di una serie di perquisizioni finalizzate alla cattura del latitante Antonio Pelle, 53 anni, appartenente alla cosca “Pelle-Vottari” di San Luca, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi perché colpito da un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura di Reggio Calabria a 20 anni di reclusione, a 40mila euro di multa e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per reati di droga, associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione e armi.

Il nascondiglio era sovrastato da un magazzino, il cui accesso era consentito mediante traslazione di un blocco di cemento armato su rotaie azionato da un sistema elettrico, al cui interno vi era solo un’immagine della Madonna di Polsi appesa al muro; due vani, ormai inutilizzati, in muratura siti, rispettivamente, al di sotto del pavimento di un bagno e del sottoscala dell’immobile, uno di 6 metri quadrati, l’altro di due.

Le attività di ricerca sono state estese anche ai terreni di pertinenza e circostanti le abitazioni perquisite, dove sono stati effettuati diversi saggi in profondità avvalendosi di un escavatore, nonché a ulteriori 13 immobili, alcuni allo stato rurale, altri grezzo, posti nelle immediate vicinanze, dove sono stati sequestrati: un silenziatore per pistola; 12 chili di sostanza da taglio per stupefacenti; 40 grammi di marijuana; 10 cartucce calibro 12 caricate a pallettoni.

Le risultanze investigative nel tempo assunte, in particolare ad esito delle indagini condotte a seguito della cruenta faida di San Luca, inducono a ritenere che il bunker, ormai inutilizzabile, fosse nella disponibilità della cosca ‘Pelle-Vottari’ idoneo per dar rifugio a latitanti e per occultare armi.

Dopo gli ultimi, eclatanti rinvenimenti di bunker nella Locride (negli ultimi mesi ne sono stati trovati tre di estremo interesse, di cui uno, a novembre scorso, a Camini, adibito anche a serra per la coltivazione di marijuana, uno nel dicembre successivo, sempre a Bovalino, realizzato all’interno di un container interrato e perfettamente mimetizzato nel sottosuolo, l’altro, a pochi chilometri dal primo, di oltre 600 metri quadri – in allegato, unisco i comunicati inviati a suo tempo), in questa circostanza sono stati nuovamente scovati i più ‘tipici’ manufatti, realizzati in muratura sotto i pavimenti o dietro le pareti di abitazioni e cantine, come anche sopra i solai nei sottotetti, dietro finte pareti di armadi o nei muretti a secco.

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