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Napoli in festa, Papa Francesco: “Ca ‘a Maronna v’accumpagne!”

Napoli – E’ stato accolto con gioia ed entusiasmo il pontefice Bergoglio in visita a Napoli, sabato mattina. E’ giunto a Pompei, alle 8, nell’area predisposta per l’atterraggio dell’elicottero, alle spalle del santuario dedicato alla Beata Vergine del Rosario. Lì la prima preghiera con i fedeli e la supplica alla Madonna. Poi, il breve viaggio in papamobile e l’abbraccio con diversi bambini. Ad accogliere il Papa al suo arrivo, l’arcivescovo Tommaso Caputo e il sindaco Ferdinando Uliano. 

Protagonisti della seconda tappa della visita papale, nuovamente i bambini, avvicinatisi a Francesco, giunto a Scampia. Noto come uno dei quartieri più poveri e criminali della città, stamani, Scampia si è trasformata in luogo di gioia e festa in onore del Papa, che ha voluto confrontarsi con difficili e complesse realtà sociali.

“Se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti. Nessuno di noi può dire ‘Io mai sarò corrotto’. Quanta corruzione c’è nel mondo: è una parola brutta, perché una cosa corrotta è una cosa sporca. Se noi troviamo un animale che è corrotto, è brutto e puzza, la corruzione puzza e la società corrotta puzza, e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza”, ha dichiarato il Papa rivolgendosi ai fedeli, condannando duramente l’immoralità.

“La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste! E’ questa la vostra grande risorsa: la gioia, l’allegria, una cultura di vita che aiuta sempre a rialzarsi dopo ogni caduta, e a fare in modo che il male non abbia mai l’ultima parola. Bisogna riportare la speranza che è stata rubata da chi intraprende volontariamente la via del male”. 

Parole di disapprovazione anche in merito al lavoro nero: “Si chiama schiavitù, non è umano non è cristiano e se quello che fa questo si dice cristiano dice una falsità”, ha aggiunto. E ancora: “Bisogna lottare per la dignità, per la pulizia della società. Vi auguro il meglio: san Gennaro, volto patrono, vi assista e interceda per voi”.

Agli immigrati ha detto: “Sono cittadini non di seconda classe, sono figli di Dio come noi, perché siamo tutti migranti”. 

A seguire, l’arrivo in piazza Plebiscito davanti ad oltre 30mila persone in piedi e 4mila a sedere ad attenderlo. Ad accompagnare il passaggio tra la folla della papamobile un canto religioso. Poi la santa messa e il pranzo con 120 detenuti del carcere di Poggioreale, tra cui anche 13 transessuali.

Alle 15, la visita al Duomo e alle reliquie di San Gennaro dove l’attesa sull’eventualità che il sangue del santo potesse sciogliersi si è compiuta. L’evento non era mai accaduto in presenza di un pontefice ed è stato accolto come simbolo di buon auspicio per il pontificato e il prossimo giubileo. Il sangue del santo si sarebbe sciolto a metà e Bergoglio avrebbe commentato: “Il vescovo ha detto che il sangue è metà sciolto: si vede che il santo ci vuole bene a metà, dobbiamo convertirci un po’ tutti perché ci voglia più bene”.

Alle 16.15, Francesco ha incontrato ammalati e disabili nella basilica del Gesù Nuovo, retta di suoi confratelli Gesuiti.

Ultimo appuntamento, quello con i giovani e i fedeli della diocesi alla Rotonda Diaz, sul Lungomare Caracciolo, dove il Papa ha risposto alle domande di un ragazzo, di un’anziana e di una giovane coppia. Dalla vicina Stazione Marittima, infine, la partenza in elicottero alle 18.15 per fare rientro in Vaticano.

Dodici i maxi schermi distribuiti in vari quartieri di Napoli per permettere a tutta la città di partecipare alla visita papale. I fedeli sarebbero scesi in strada, ad attendere il pontefice, dalle prime luci dell’alba.

Caloroso il saluto del Papa prima di lasciare il territorio napoletano. “Ca ‘a Maronna v’accumpagne!”, ha detto Bergoglio salutando i fedeli.

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