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Maddie, gli investigatori: “E’ giunto il momento di fermarci”

Londra – Otto anni dopo la scomparsa della piccole Madeleine McCann è giunto il momento di fermare le ricerche. Lo scrive in una lettera al Daily Mail David Jones, capo della polizia inglese che dalle prime ore dopo la sparizione della bimba seguì il caso. “E’ come se il tempo si fosse fermato – scrive l’agente – oggi non abbiamo molte informazioni più di quante ne avevano i giornali poche ore dopo la scomparsa della piccola”.

L’agente ripercorre le varie fasi delle indagini, a partire dal lavoro fatto dai colleghi portoghesi subito dopo la denuncia della scomparsa. “La loro inettitudine è ben documentata – sottolinea Jones -. Poi fu il momento degli investigatori privati, fino a quando, nel 2011, per volere del premier Cameron e del ministro May, furono chiamati i migliori uomini di Scotland Yard”. L’operazione, ribattezzata “Operation Grange”, denuncia il poliziotto, è costata 10 milioni di sterline e non ha prodotto alcun risultato.

Inutili il riesame delle carte, il nuovo giro di interrogatori di testimoni e sospettati e i sopralluoghi nei punti chiave della vicenda. Anche il capo della Metropolitan Police Federatione, nei giorni scorsi, aveva già sottolineato la necessità di chiudere l’operazione Grange e di consentire agli investigatori di tornare a lavorare “per mantenere Londra sicura”.

“Quando si esaminano casi eccezionali come questo – conclude Jones – raramente una indagine lunga ed estremamente costosa porta a qualcosa. Non dico che dobbiamo dimenticarci di Madeleine o smettere di essere vigili. E certamente, la polizia deve continuare a investigare su nuovi contatti o spunti che potrebbero emergere. Ma credo che sia giunto il momento di mettere da parte il sentimento e confrontarsi con la dura realtà economica che affligge anche il mondo della polizia”.

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