Aversa

L’Opg ‘Saporito’ diventerà un carcere per detenuti poco pericolosi

Aversa – Non celle tetre, né giornate interminabili a fissare il soffitto. Il vecchio ospedale psichiatrico aversano ‘Filippo Saporito’ si riconverte in istituto di reclusione non particolarmente pericolosi, come già preannunziato da queste colonne diversi mesi fa. Insomma, da Opg più antico d’Italia, che ha ospitato nel tempo tra i più pericolosi criminali comuni, come il salernitano Lino Renzi, accusato di aver ucciso e mangiato la madre, o il “mostro di Posillipo” Andrea Maria Rea, tra i veterani, essendo internato dal 1984,  colpevole dell’omicidio di due donne, una delle quali uccisa con 18 coltellate e poi fatta a pezzi prima di essere rinchiusa in una valigia, l’ altra mai trovata, a carcere tout court, soprattutto per essere al servizio del confinante tribunale di Napoli Nord.

Sembra essere questo il futuro del ‘Saporito’ dopo la chiusura dei vecchi manicomi giudiziari prevista per il prossimo 31 marzo.

Ad affermarlo il Provveditore regionale campano dell’Amministrazione Penitenziaria Tommaso Contestabile che, a margine dell’audizione svoltasi ieri mattina ad Aversa, ha dichiarato: “Ho già presentato al Ministero di Grazia e Giustizia un progetto di riconversione dell’Opg in istituto per 150-200 detenuti a basso indice di pericolosità”.

Il direttore dell’Opg Elisabetta Palmieri, da parte sua, ha spiegato che “il nuovo istituto dovrebbe ospitare soprattutto condannati con pena definitiva ma non ergastolani, mentre una piccola parte dovrebbero essere detenuti in attesa di giudizio inviatici dal Tribunale di Napoli Nord (che è praticamente confinante con il Saporito, ndr) che oggi finiscono solitamente nella case circondariali Santa Maria Capua Vetere e Napoli”. Per i nuovi ospiti che giungeranno nella città normanna è pronto il progetto “Habitat sociale” già finanziato con fondi della sanità penitenziaria e dal Dipartimento di Sanità Mentale dell’Asl di Caserta diretto dall’aversano Luigi Carrizzone.

“Le celle – ha dichiarato il sociologo dell’Opg Massimo Ferrillo – non saranno come quelle delle normali carceri, spesso alienanti per i detenuti; i colori delle pareti saranno diversi e vivaci, ci sarà spazio per posizionare delle piantine, il letto sarà anche un divano. Sedici detenuti inoltre si costruiranno i mobili. Faremo in modo di migliorare l’ambiente carcerario”.

Nella riconversione alcune decine di operatori sanitari non assunti a tempo indeterminati dei 130 ora in servizio potrebbero perdere il lavoro, mentre resteranno ad Aversa i 79 poliziotti penitenziari e i 32 addetti amministrativi.

Sempre nel corso delle audizioni è emerso che la decisione di trasformare l’opg in un centro di detenzione a bassa e media intensità delinquenziale è stata adottata dopo che la Regione Campania, interpellata sull’utilizzo dell’area da parte sua, si è detta non interessata. Una notizia questa dell’istituzione di un carcere che non troverà molti consensi in città, considerato che il nuovo istituto di reclusione sarà ubicato in pieno centro cittadino.

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