Aversa

Galluccio: “Il sindaco soffre della sindrome della passata amministrazione”

AversaSagliocco continua a soffrire della sindrome della passata amministrazione, quasi come un incubo, forse perché in quasi tre anni dal suo insediamento poco è riuscito a fare di suo o forse perché prima del 2012 era troppo impegnato a non vivere la città di Aversa in quanto oltre via Enrico Fermi non si muoveva se non per non andare nella sua amata regione a Napoli conoscendo poco la città.

L’Infopoint, arrivato nell’agosto 2010, fu allocato a piazza Mazzini (il sindaco dovrebbe sapere che non è di proprietà del comune la piazza, ma delle Ferrovie) e che, purtroppo, a causa di problemi tecnici causati da un privato, dovette essere spostato e che quindi divento operativo da poter aprire a inizio 2012, poco prima delle elezioni, e lo spostamento costo poco più di mille euro.

Il sindaco dovrebbe girare un po’ di più per prendere spunto su come funzionano tali strutture davanti a siti di interesse come la Reggia di Caserta, la stazione Termini di Roma o il Palazzo delle Esposizioni di Roma. E se fino ad oggi non c’è stata l’apertura, visto che lui doveva solo fare questo, è solo perché di turismo e cultura fino ad oggi nel suo mandato si è dimostrato carente e ben lontano da un obiettivo di sufficienza su tale tema.

Inoltre, anche in questa consiliatura la Commissione Turismo e Grandi eventi, con la riunione dell’11 dicembre, all’unanimità dei presenti (i consiglieri Paolo Galluccio, Perillo, Bisceglia e il sottoscritto), dava una soluzione e un indirizzo sulla procedura pubblica di come poter dare in uso la struttura.

Passando, poi, alla manifestazione del ‘MozzaPizza’ sicuramente Sagliocco dimostra, anche in questa occasione, il troppo impegno nei palazzi della Regione nel suo lavoro di politico, in quanto non ha mai partecipato alle sere del MozzaPizza, come i cittadini aversani che erano entusiasti. Serate che in media hanno registrato circa 20mila persone per edizione che, diviso quattro serate, fanno circa 5mila persone, con un costo medio di contributo costato per serate poco più di 2mila euro, con patrocini del Consorzio del mozzarella di bufala campana, Ministero delle Politiche agricole, Regione Campania, Provincia di Caserta, Camera di Commercio e Agrisviluppo.

Mentre una sola edizione dello Jommelli-Cimarosa Festival è costata 150mila euro di contributi regionali con spettacoli che in media sono costati tra i 8mila e 15mila euro a serata, dove il pubblico si contava facilmente, visto lo scarso successo vedi lo spettacolo del Metropolitan, per non parlare della ‘scampagnata romana’ per la presentazione del progetto e la comunicazione fallimentare costata 15mila euro, ripeto 15mila euro. Nessuno si accorto del ‘grande festival’, tranne che nella stanza di ‘sua eccellenza’ il sindaco.

Sindaco, una volta e per sempre, pensi solo al futuro della città perché se davvero vogliamo guardare il passato dovrebbe guadare più lei il suo curriculum amministrativo che è ben più lungo di insuccessi. Ma più che altro dovrebbe dar conto ai cittadini aversani e campani che hanno pagato e pagheranno lei per il suo unico lavoro di politico casertano visto che, chiedendo in giro, nessuno mi sa dire quale traccia abbia lasciato del suo lavoro trentennale sul territorio.

Il consigliere Michele Galluccio

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