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Stabilità, ok dell’Ue a Italia. Bocciata la Francia

Italia e Belgio promossi, per la Francia arriva l’ultima chiamata. Alla Germania viene nuovamente fatto notare che il suo surplus è eccessivo, ma Berlino riesce ancora a passare indenne la revisione. Così le pagelle della Commissione Ue sui conti pubblici dei Paesi membri, in particolare sui tre (Francia, Belgio e Italia) che avevano la Finanziaria sotto osservazione.

Arriva così il via libera definitivo di Bruxelles alla Finanziaria presentata dal governo Renzi. Nel documento di analisi dei conti pubblici illustrato dal responsabile degli Affari economici, Pierre Moscovici, e dal vicepresidente Vladis Dombrovskis, in base al “semestre europeo”, non si ravvisano elementi per una procedura di infrazione.

Secondo quanto si legge nel documento esaminato oggi, in Italia gli “squilibri sono rimasti invariati, richiedono monitoraggio specifico e decise azioni politiche” ma sono riconosciuti fattori rilevanti.

“Nel caso della Francia, dell’Italia e del Belgio”, i tre Paesi sotto osservazione dopo la presentazione delle rispettivi Finanziarie, “è cruciale la piena implementazione delle riforme strutturali in atto e in programma”, specifica il Collegio.

Dei sedici Paesi che, secondo l’ultima pagella di novembre, sperimentavano sbilanci macroeconomici, il giudizio è peggiorato per Francia,Germania e Bulgaria. Nel primo e nell’ultimo caso il livello di attenzione è salito al quinto gradino, in una scala che prevede al sesto step l’apertura di una procedura per squilibrio eccessivo. Procedura che è stata aperta per Portogallo e Romania, mentre la Slovenia è uscita dal faro Ue.

Pur non aprendo procedure di infrazione sui conti pubblici, Bruxelles ha richiamato l’Italia e il Belgio all’osservanza dal parametro europeo sul contenimento del rapporto debito/Pil. “Resta pertinente – ha avvertito Moscovici – e dobbiamo chiedere a questi due Paesi di proseguire gli sforzi di riduzione”. Il Belpaese resta quindi nella categoria di ‘rischio 5’, a un passo dalla procedura. Si ricorda che la regola del debito, per come ha interpretato il Patto di Stabilità la Commissione applicando la flessibilità in esso contenuta, prevede che per i Paesi con debito sopra il 60% del Pil ci sia normalmente una correzione annuale del bilancio strutturale dello 0,5% del Pil o superire. In periodi di contrazione economica, invece, si è optato per concedere più flessibilità e ridurre la correzione allo 0,25%, risultato centrato dall’Italia secondo le aggiornate previsioni economiche.

“L’Italia – è scritto ancora nel documento – sta sperimentando squilibri macroeconomici eccessivi che richiedono un’azione politica decisa e un monitoraggio specifico”. In un contesto di crescita debole protratta nel tempo e di una produttività costantemente bassa “i rischi che derivano da un livello molto alto del debito pubblico e dalla debolezza della competitività di costo e non sono aumentati considerevolmente”. Di qui “la necessità di un’azione che riduca il rischio di effetti avversi sull’economia italiana e data la sua dimensione di conseguenze negative per l’unione economica e monetaria nel suo insieme, è particolarmente impportante”. In ogni caso, gli sforzi dell’Italia sui conti pubblici per il 2015 “sono sufficienti” e la regola del debito non si sarebbe potuta applicare quest’anno “perché non vogliamo una correzione brutale” che non tenga conto delle condizioni economiche.

Nel caso tricolore, un passaggio particolare è dedicato alla riforma del Lavoro: “Il Jobs Act italiano ha fatto decisivi cambiamenti nella legislazione di protezione del lavoro e nei benefici per la disoccupazione per migliorare l’entrata e l’uscita dal mercato del lavoro”, dice Bruxelles.

A Parigi viene riservata un’attenzione particolare. La Francia si salva sì dalla bocciatura, ha due anni in più per riportare il suo deficit sotto il 3%, ma dovrà fare degli sforzi aggiuntivi sul deficit strutturale sia quest’anno che il prossimo, e la Commissione li valuterà in corso d’opera, ha spiegato Dombovskis. Nel dettaglio, ha poi specificato Moscovici, Hollande deve correggere nel 2015 il rapporto deficit/Pil dello 0,5%, ovvero lo 0,2% in più rispetto a quanto previsto attualmente. Un primo monitoraggio su Parigi da parte di Bruxelles è previsto già per il prossimo maggio.

Moscovici ha spiegato che il Belgio condivide di fatto la posizione dell’Italia. “Al governo italiano, come a quello belga, abbiamo inviato una lettera in cui si ricorda che devono essere fatti sforzi per ridurre il debito”, ha detto il commissario.

Anche la Germania, che era già tra i Paesi con squilibri eccessivi per il suo surplus, peggiora la sua posizione e “scala di un gradino” la procedura per squilibri: lo ha specificato Moscovici, precisando che è causa degli “insufficienti investimenti” ma che “nessun piano correttivo è stato chiesto”.

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