Italia

Renzi: “L’industria della lagna non è vincente”

Torino – “L’industria della lagna non è vincente, ma lo è quella dell’innovazione e della curiosità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi rivolgendosi ai giovani ricercatori del centro General Motors di Torino. “L’immagine del paese è quella di un’industria della lagna e questo mi rammarica. In tutti i talk show si parla di cervelli all’estero e a noi restano pancreas e fegato”. E rimarca: “Finirà il noioso ping pong dei talk show per il quale siamo solo un paese con cervelli in fuga ma emergerà che siamo il paese che più di ogni altro può trarre vantaggio dalla globalizzazione. Questo è l’obiettivo di riforme strutturale che sono un cambio delle regole del gioco fondamentale e imprescindibile”. Renzi, che ha visto in anteprima i modelli che saranno lanciati sul mercato da Fca, in particolare il Suv di Maserati, ha poi sottolineato: “Sul piano manifatturiero l’Italia è seconda solo alla Germania. “Ma li riprenderemo”.

In visita a Torino, il premier ha presenziato anche all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico. “C’è bisogno di un cambio radicale che permetta a ciascuno di noi di pensare all’Italia come luogo in cui tutto è ancora possibile”. E ancora: “Trovo ci sia un racconto del nostro Paese noioso, patetico talvolta, che non nasce da cattiveria, malafede, ma dalla pigrizia”. Renzi si mostra però ottimista: “Sono sicuro che il meglio debba venire.

Il rilancio sarà sorprendente non solo per i critici ma anche per chi ha sostenuto quel cambiamento”. Poi sulle riforme: “Bisogna smontare il principio culturale che troviamo contro in Parlamento tutti i giorni, per cui si punta a far fare le cose ma a bloccare gli altri. La democrazia non è il sistema dove non vince mai nessuno ma dove se hai perso, domani puoi vincere: tuo compito è trovare idee che siano più convincenti di quelle degli altri”.

Davanti agli studenti del Politecnico il premier ha sottolineato come “negare che vi siano diverse qualità nell’università è ridicolo. Ci sono università di serie A e B nei fatti e rifiutare la logica del merito e la valutazione dentro l’università e pensare che tutte possano essere uguali è antidemocratico, non solo antimeritocratico”. Infine, ricordando che nell’agenda del governo prima tocca alla scuola e poi all’università, annuncia: “Fondamentale non è semplicemente fare un ragionamento sulla governance del sistema ma investire sul capitale umano e l’educazione. Stiamo chiudendo in queste ore il pacchetto sulla scuola: può non essere il migliore del mondo, ci sono alcuni che storcono il naso, ma dobbiamo cambiare le cose non storcere il naso. E combattere quelli che sostengono che l’Italia sia irriformabile”.

Renzi, dopo la visita al Centro Stile Fca e allo stabilimento di Mirafiori, accompagnato dal presidente e dall’ad del gruppo, John Elkann e Sergio Marchionne, si è infine detto “gasatissimo dai progetti di Marchionne”.

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