Italia

Nina Zilli, “Frasi e Fumo”: il coraggio della solitudine

“Un’ulteriore ricerca che arricchisce il mio bagaglio” è così che Nina Zilli descrive il suo ultimo lavoro discografico “Frasi e Fumo”.

Un progetto musicale dalle forti tinte soul, anticipato dal brano sanremese “Sola”. Un singolo, quest’ultimo, decisamente autobiografico, scritto di getto, che segna l’epilogo di uno dei momenti importanti per la cantante. “Voglio dedicare in particolare ‘Sola’ a tutti quelli che hanno il coraggio di affrontare la propria solitudine. E’ brutto e fa malissimo ma alla fine questo incontro con noi stessi va fatto perché è terapeutico. Nello stare male riesci a trovare la forza per tirare su la testa e fare quel passo avanti che ti fa lasciare tutto alle spalle”, racconta Nina.

Una canzone, che un po’ come l’intero disco, mette a nudo l’anima della cantante, tanto che certe cose sono state difficili da proporre al pubblico. “Più di una canzone tra quelle che ho scritto è poi rimasta nel cassetto per una questione di pudore. Però la verità è l’elemento in più in una canzone: più è vera e più ti arriva. Per questo alcuni brani ti colpiscono e sembrano scritti apposta per te. Però quando sei tu il veicolo, certe cose sono difficili da esporre al pubblico”, dichiara la cantante.

“Frasi&Fumo” prosegue coerente nel percorso seguito sin qui da Nina, diventando il perfetto crocevia su cui si incontrano tutti i suoi amori e i suoi riferimenti musicali. Il soul targato Atlantic e Motown, in primis, poi il blues e il jazz, la verve e l’incantesimo di grandi cantanti di oltre oceano come Nina Simone ed Etta James. Senza dimenticare la grande canzone italiana degli anni 50 e 60, incarnata da maestri di genere come Paoli, Bindi e tanti altri, qui omaggiata con una cover di “Se bruciasse la città”, portata al successo da Massimo Ranieri.

Un lavoro importante al quale ha dato un contributo decisivo la produzione di Mauro Pagani. “Sono andata in studio da lui, che ha un valigione musicale, l’abbiamo aperto e ci siamo divertiti a mettere i vestiti alle canzoni” spiega Nina.

Un progetto che prende il titolo dalla prima canzone da cui tutto è partito, un brano che “che parla di un nuovo inizio e ha molto entusiasmo. A me piace buttarmi a capofitto nelle cose però inevitabilmente viene da chiederti cosa accadrà e se le belle parole e le belle emozioni andranno a finire da qualche parte e si perderanno come fumo”. Perché – come continua Nina – “la vita è una e non bisogna accontentarsi. A volte restiamo legati a una persona o a delle relazioni solo per la paura di restare soli e non avere appigli e sostegni. Bisogna invece non temere di restare soli: è peggio stare in una situazione che non ha senso”.

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