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Isis, Libia e migranti, Pinotti: “L’Europa non pensi solo ai conti”

Napoli – “Purtroppo la situazione è andata via via a peggiorare da giugno scorso, in un Paese fuori controllo ormai si è infiltrato l’Isis. La Libia non deve diventare la nuova area del Califfato, cadere nelle mani delle forze del male, e quindi è necessario che la diplomazia corra, poi dopo servirà che la comunità internazionale dia una mano alla Libia per la stabilizzazione interna”.

Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Roberta Pinotti, a Napoli per un convegno sull’immigrazione organizzato dall’Arcidiocesi di Napoli. “Da mesi – ha ricordato Pinotti – c’è il tentativo dell’inviato dell’Onu, Bernardino Leon, di trovare accordi, per governare la Libia, ma per questo c’è anche bisogno che la Libia stessa chieda aiuto”.

All’incontro organizzato alla stazione marittima, del capoluogo partenopeo, insieme al Ministro della Difesa, anche il cardinale Crescenzio Sepe e il sindaco di Pozzallo.
Per Pinotti, ‘Mare Nostrum’ è un’operazione di cui “essere orgogliosi. E’ stata decisa in un momento emergenziale, di fronte a chi scappava per cercare di salvare la propria vita, grazie a tutte le forze messe in campo, è stato impedito che il mare diventasse un cimitero. Oggi parliamo di una nuova tragedia in mare – ha ricordato – mi interrogo sempre su quelle che sono le responsabilità di ciascuno, perché una vita una in meno è un tesoro in meno per l’umanità. Da un lato c’è l’esigenza di avere una civiltà politica che sa prendere decisioni per il rispetto dei diritti umani, come è stato fatto con Mare Nostrum, dall’altro la capacità di accoglienza che va regolata. Non per mancanza di umanità, ma perchè non diventi una difficolta per i cittadini”.

Infine l’appello all’Europa su ‘Triton’: “Non possiamo andare avanti, lasciandoci tutto alle spalle, senza riflettere su ciò che accaduto. Tritone è stata fatta su richiesta dell’Italia e credo sia stato un segnale positivo che molte nazioni abbiano aderito, ma la missione così composta con delle limitazioni, come le imbarcazioni, che non sono in grado di gestire numeri alti. L’Europa – ha chiarito Pinotti – deve assumersi questa responsabilità: non può essere rigida solo sulla stabilità dei conti, ma deve essere capace di rispondere ai bisogni umani, oggi il dispositivo è insufficiente. Quanto è stato fatto da Mare Nostrum, cioè dall’Italia, deve essere fatto dall’Europa”.

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