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“Foto/grammi dell’anima”, intervista a Massimo Bisotti

Marcianise (Caserta) – Partito dal web, ha cominciato a diffondere i suoi pensieri proprio sulla Rete e, adesso, a qualche anno di distanza da quell’inizio casuale, Massimo Bisotti presenta il suo libro “Foto/grammi dell’anima”. Un volume – presentato al centro “Campania” di Marcianise (Caserta) – che arriva dopo il grandissimo successo de “Il quadro mai dipinto” , edito da Mondadori, che ha venduto 100 mila copie.

Successo che Bisotti racconta come la fusione tra il proprio lavoro e l’affetto della gente. Perché, come dice lo scrittore, “a prescindere dal fatto che agli altri possa piacere o non piacere il lavoro di qualcuno, bisognerebbe sempre prendere spunto da chi riesce poi effettivamente a realizzare poi un sogno da solo con le proprie forze e grazie all’amore degli altri”.

Il libro va un po’ a ritroso nel tempo e riprende un insieme di racconti scritti 15 anni fa. “È una bella cosa – dichiara Bisotti – il pensiero di poter effettivamente scoprire che si può quasi ritornare alle origini, cioè tornare indietro e accorgersi che la vita è sì una continua evoluzione però in mezzo a tanti cambiamenti c’è una radice, che è la nostra indole che resta abbastanza fedele da 15 anni ad adesso”.

Nonostante il successo, Massimo ha i piedi ben piantati a terra, perché il vero segreto è “non aspettarci mai nulla. Alcune cose vanno un pochino oltre le nostre aspettative. Io credo che anche nei confronti degli altri non dovremmo mai avere aspettative. Così tutto quello che ci arriva è un regalo, è tutto di guadagnato e riusciamo a gioire, ad essere contenti. Io dico sempre che accontentarsi è un conto, essere contenti è un altro”.

Motto fondamentale dello scrittore è #maicontrocuore, hashtag che ha fatto da collante per tutto il tour di presentazione de “Il quadro mai dipinto”. “Mai contro cuore – dice Bisotti – significa non rinnegare i nostri bisogni più profondi. Se noi rifiutiamo la parte più profonda di noi per il timore di esporci e per il giudizio degli altri stiamo andando contro cuore, perché ci allontaniamo sempre di più da noi stessi. Io incoraggio sempre le persone a provare a realizzare i propri sogni. Mi sembra una parola così brutta ‘scoraggiare’, anche proprio a livello cacofonico. Credo che incoraggiare gli altri a realizzare i propri sogni, la felicità degli altri noi toglie niente a noi. Ognuno di noi ha un suo spazio vitale e andare dritti verso il proprio sogno senza provare a tagliare le gambe ai sogni degli altri è una condizione primaria per stare in pace con se stessi”.

Un incitamento che lo scrittore offre ai lettori è un’altra massima: “E tu vattela a prendere la felicità”, segno che ognuno può essere soddisfatto e sereno facendo e mettendo in pratica ciò che lo rende felice.

E poi un piccolo segreto per far funzionare una storia nel tempo: “Essere affidabili senza essere prevedibili. Non dare per scontata l’altra persona e avere sempre desiderio di sorprendere e sorprendersi”.

Un libro, “Foto/grammi dell’anima”, che esce con un segnalibro a forma di stella, perché lo scrittore concepisce la sua opera come un qualcosa da donare, un “modo per poter dire agli altri che ‘in mezzo a tutte le stelle tu sei la mia stella’, che per me è riconoscere una persona in mezzo ad una moltitudine di miliardi di sguardi che noi incontriamo e riuscire a scorgere questa differenza”.

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