Napoli

“L’altra metà di me”, i personaggi napoletani tra pubblico e privato

Napoli – La Napoli raccontata attraverso le vite dei suoi personaggi più rappresentativi, con garbo e ironia: è questa l’idea che ha portato prima ad una rubrica di successo (“Pubblico e Privato”) su Il Mattino di Napoli e oggi ad un volume, che raccoglie tutte interviste.

L’autrice è Maria Chiara Aulisio, capo servizio al quotidiano di via Chiatamone, il libro si chiama “L’altra metà di me”, edito da Rogiosi Editore, presentato in anteprima il 18 febbraio al Gran Caffè Gambrinus di Napoli.

Al dibattito hanno preso parte, insieme con l’autrice e con le coppie protagoniste del volume, il direttore de “Il Mattino” Alessandro Barbano, lo psicologo Luigi De Maio e la giornalista Rai Cecilia Donadio.

Raccontare, scandagliare, in maniera sempre garbata, nella vita privata dei personaggi partenopei, attraverso la visuale privilegiata dell’altra metà della loro vita: una moglie o un marito, una compagna o un fidanzato.

Dal governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, dallo storico cantautore Peppino Di Capri al più giovane Sal Da Vinci, dagli attori Luca de Filippo e Carlo Croccolo all’artista Lello Esposito, fino all’allenatore del Napoli, Rapha Benitez, nel volume di Maria Chiara Aulisio c’è un racconto a tutto tondo delle tante voci e delle tante anime di una città così poliedrica come Napoli raccontata con curiosità, aneddoti e ricordi di vita, che ricostruiscono le “imprese” pubbliche dei protagonisti attraverso le evoluzioni del loro vissuto privato.

Spiega il direttore del Mattino Alessandro Barbano, autore della prefazione: “Confesso che, quando Maria Chiara mi espresse l’idea di raccontare sul Mattino i personaggi di Napoli attraverso le confidenze dei loro partner onestamente non credevo che avrebbe incontrato tanto consenso tra gli intervistati e gli intervistabili, tanto da dover praticare ad un certo punto anche l’arte dello slalom per sfuggire alle autocandidature a far parte di questa straordinaria collezione umana”. “Il perché del successo – conclude – l’ho capito leggendo le singole interviste, che sanno penetrare la coscienza dei protagonisti in modo così profondo da offrire una più ampia riflessione nella quale le storie delle famiglie, diventano le storie di un’intera città, della sua classe dirigente e della sua società civile”.

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