Italia

“Il Volo”: “Con Sanremo vogliamo un successo solo italiano”

Vivono un successo internazionale che non ha eguali in termini di tempo e spazio: “Il Volo” da “Ti lascio una canzone” al Festival di Sanremo. Sono diventate tre star internazionali ma adesso Piero Barone, Ignazio Baschetto e Gianluca Ginoble vogliono lo stesso ringraziamento e la stessa riconoscenza anche dal pubblico italiano.

Prima il festival di Sanremo e poi un ep, “Sanremo grande amore”, con una serie di cover di successi italiani pop. “Non ci dimentichiamo del nostro Paese – hanno detto i tre ragazzi – e vogliamo farci conoscere anche qui”. Perché in Italia sono sì conosciuti ma in modo non paragonabile a quanto avviene all’estero.

“Sta accadendo un po’ il contrario di quello che succede di solito – hanno spiegato ancora -. Dopo il successo in giro per il mondo ora vogliamo condividere la nostra musica col pubblico italiano”. E Sanremo sembra essere l’occasione giusta. “In realtà non valeva la pena fare gli ospiti questa volta perché non ci sarà Rania di Giordania (di fronte alla quale si sono esibiti la volta precedente). Scherzi a parte la possibilità di fare quattro serate per noi è fondamentale per farci conoscere e ottenere l’obiettivo che ci siamo prefissi”.

Un percorso il loro in perenne fase di costruzione e di crescita: “Siamo sempre noi stessi, facciamo tutto con grande passione. Vogliamo dare anche un segnale che non siamo solo opera lirica, la nostra musica è un misto tra pop e classica. Possiamo definirlo pop lirico. Siamo sempre noi stessi, facciamo tutto con grande passione. Vogliamo dare anche un segnale che non siamo solo opera lirica, la nostra musica è un misto tra pop e classica. Possiamo definirlo pop lirico. “Siamo Il Volo e facciamo pop lirico, un genere che al mondo fa solo Bocelli” – insistono ancora i tre ragazzi che aggiungono –  Ma non siamo quelli che vengono a vincere, facciamo tutto con umiltà divertimento e passione, ma sarà comunque un’esperienza bellissima anche se non vinceremo. Abbiamo incontrato gli altri cantanti e ci siamo sentiti come una squadra di calcio”.

Al festival, come da tradizione, seguirà un disco, in uscita il 24 febbraio e che metterà assieme sei canzoni in concorso negli anni passati. Anzi, nei decenni, visto che sono sei classici: Ancora, L’immensità, Piove, Vacanze romane, Romantica e Canzone per te. E chissà come le ricanteranno, specie con l’arrangiamento di Celso Valli. Più in là, per fine anno, invece, i tre partiranno un nuovo disco internazionale, con qualche canzone in più come bonus nell’edizione italiana, “ma è tutto ancora da decidere”.  Nel mezzo, un tour per l’Italia, con 10 date in luoghi di fascino come Pompei, l’Arena di Verona e il Teatro antico di Taormina, e insomma il tentativo di diventare profeti in patria: “In fondo anche Pavarotti, Bocelli e Gigli si sono affermati prima all’estero e solo dopo in Italia”.

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