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Primarie Pd in Liguria, vince Paita tra le polemiche

Genova – Primarie fra le polemiche in Liguria dove, dopo una campagna dai toni duri, le urne hanno dato la vittoria alla renziana Raffaella Paita, attuale assessore regionale alle Infrastrutture e alla protezione civile. Stando ai dati, Paita ha battuto il suo diretto contendente, l’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati per circa 4000 voti (28 916 voti contro 24827), ma il suo competitor non ha abbassato la guardia, annunciando di non riconoscere l’esito del voto in attesa che si pronunci il comitato di garanzia sulle “numerose segnalazioni di irregolarità” presentate.

Paita, tramite il suo portavoce, ha fatto subito sapere di essere molto contenta del risultato promettendo al suo elettorato e alla regione “anni rock”. Paita si è affermata nelle province di Imperia, Savona e La Spezia, la sua città; mentre Cofferati ha avuto successo a Genova e nel Tigullio. A votare sono andati 55.000 elettori, sconfessando i timori iniziali di un forte astensionismo.

Ma le polemiche non si sono placate, alimentate durante la giornata da Cofferati, che durante la campagna elettorale ha attaccato l’endorsement della sua avversaria da parte di forze politiche che non aderiscono al centrosinistra.

Cofferati ha denunciato la presenza ai seggi di stranieri, soprattutto cinesi e marocchini, oltre a “riconosciuti esponenti del centrodestra” denunciando quello che ha definito “un inquinamento molto pesante non solo per i voti della destra ma con il voto organizzato di intere etnie”. Cofferati, che nell’ultima fase della campagna elettorale ha picchiato duro sull’endorsement avuto dalla sua principale avversaria di esponenti e forze di centrodestra come l’Ncd, ha annunciato che le irregolarità saranno segnalate alla commissione di garanzia e anche alla segreteria nazionale del partito.

Nella polemica si è inserito anche il Centro Democratico, che alle primarie liguri aveva schierato Massimiliano Tovo, il quale ha raccolto solo 687 voti. Angelo Sanza, responsabile dell’ufficio di presidenza nazionale di Centro Democratico, le ha bollate come una “carnevalata” chiedendosi “con quale coraggio, tra file di cinesi e marocchini, persone che chiedono agli imbarazzati scrutatori dove possono ritirare il compenso che gli è stato promesso per il voto, noti esponenti del centrodestra ai seggi, si continuino a demonizzare le preferenze visto che durante le elezioni politiche esistono controlli e garanzie che non sono nemmeno lontanamente paragonabili ai controlli fai da te delle primarie”.

Una presa di posizione che conferma la consultazione ligure al centro del dibattito politico nazionale, e su cui si sono espressi numerosi esponenti della minoranza Pd, da Bersani a Fassina, in chiave anti-renziana, proprio per schierarsi contro il sostegno a Raffaella Paita di esponenti e formazioni di centrodestra.

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