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Pino Daniele: funerali al Plebiscito. Sepe: “L’anima di Napoli”

Napoli – La salma di Pino Daniele è giunta nella sua città, la sua Napoli, in Piazza Plebiscito, per l’ultimo saluto. La stessa che, nella serata di martedì, ha omaggiato il cantante, scomparso nella notte tra il 4 e il 5 gennaio, con un flash mob che ripercorso la sua musica e la sua carriera.

Nella mattinata si sono tenuti i funerali a Roma, al santuario del Divino Amore, dove il feretro del cantante napoletano è stato accolto con un lungo applauso. “Pino, Pino” è stato il grido che ha avvolto la bara al suo arrivo, un grido intervallato dalle note delle sue canzoni. Assieme alle migliaia di persone che si sono posizionate nel piazzale davanti alla chiesa, anche molti amici e colleghi del grande musicista. Fra i primi ad arrivare Nino D’Angelo, James Senese, Tony Esposito, Lina Sastri, Enzo Gragnaniello, Stefania Prestigiacomo, e poi anche, fra gli altri, Jovanotti, Renato Zero e Antonello Venditti. Poi ancora Francesco Renga, Emma Marrone e tanti altri.

Il secondo funerale di Pino Daniele si è svolto alle 19, a Napoli, celebrato dal cardinale Crescenzio Sepe. Una scelta, quella del doppio funerale, che è stata presa di comune accordo tra i parenti napoletani e romani del cantautore: l’interesse di tutti è quello di dare il giusto omaggio ad un grande artista. I funerali sono stati infatti celebrati entrambi in forma pubblica per permettere a tutti di far sentire a Pino, ai suoi familiari e agli amici anche il proprio calore. La figlia Sara, in merito alla scelta della capitale, aveva dichiarato: “Abbiamo scelto Roma perché noi figli siamo nati e viviamo qui. I funerali di mio padre saranno celebrati mercoledì al Divino Amore perché è una chiesa grande e noi vogliamo che sia una cerimonia aperta al pubblico”.

La messa al Divino Amore è stata celebrata da Padre Renzo, amico personale della famiglia Daniele, nello stesso luogo in cui si è sposato uno dei figli di Pino. Non tutti sanno che il grande cantautore napoletano era un devoto di Padre Pio, una figura decisiva per il suo avvicinamento alla fede. Poi la svolta con l’annuncio del doppio funerale.  “Finalmente tutti noi abbiamo potuto riflettere con calma sulle reazioni di queste ore – hanno fatto sapere i familiari- e abbiamo trovato un accordo che premia l’amore dei napoletani per Pino Daniele, che avrà un secondo rito funebre nella città dove è nato”.

Oltre all’enorme affetto del capoluogo campano, hanno influito nella decisione le condizioni fisiche delle due sorelle dell’artista, Patrizia e Rosaria, cardiopatiche e quasi cieche, che non avrebbero potuto recarsi nella capitale, come sottolineato dal fratello Carmine.

A Napoli l’altare è stato posizionato nell’area compresa tra l’accesso alla Basilica e le statue equestri. Niente orazioni funebri da parte di autorità o artisti. Il feretro è arrivato in piazza dal lato di Santa Lucia. C’era anche un maxischermo vicino a una delle pedane. Una messa coram populi per il “lazzaro felice”, davanti alla sua gente.

“Pino Daniele ha saputo interpretare l’animo napoletano leggendo e descrivendo poeticamente i chiaroscuri della nostra città, le tante cose belle, ma anche una cartolina sporcata da tante situazioni che purtroppo non facevano emergere la bellezza culturale e civile di questa nostra metropoli. Ha saputo ricavare da una visione poetica una rappresentazione che poi tanti napoletani hanno fatto loro, perché interpretava autenticamente questo nostro tipico animo napoletano. È stato certamente uno dei migliori interpreti dell’animo napoletano”, ha detto il cardinale Sepe.

“Il fatto stesso che la popolazione che sembrava un po’ distratta dalla sua mancanza, della sua presenza fisica, ieri sera si è radunata in più di centomila a Piazza del Plebiscito. Questo fa capire quanto sia sceso poi nell’animo dei napoletani e come questi lo abbiano apprezzato”, aggiunge il porporato. Secondo l’arcivescovo di Napoli, Daniele “descrivendo i lati oscuri di una città che sta attraversando uno dei momenti più difficili, ha capito bene quelli che erano i drammi della città. Per questo è stato, credo, uno dei maggiori e dei migliori interpreti, ed ha saputo fare questo non solo per la città di Napoli, ma in qualche modo, anche con un’influenza sull’Italia e anche fuori, perché le sue interpretazioni hanno avuto un successo molto vasto”.

“L’ho definito ‘un messaggero di Napoli’ – aggiunge -, perché è stato uno dei pochi che ha saputo cantare Napoli calandosi all’interno della realtà sia locale ma anche sociale in genere. In un primo momento era prevista una Messa nella Basilica di Santa Chiara, ma vista la massa enorme di persone prevista tra quanti vogliono partecipare a questo momento, la cerimonia religiosa si farà stasera – quando le spoglie verranno portate da Roma – a Piazza del Plebiscito, proprio per raccogliere il maggior numero di persone che vogliono assistere alla cerimonia religiosa, alla messa”.

Martedì sera, alle 20.45, decine di migliaia di persone (si parla di 100mila presenze) si erano ritrovate a Napoli, nella stessa Piazza del Plebiscito, per ricordare Pino in un emozionante flash mob organizzato proprio nel luogo dove l’artista ha suonato tante volte davanti ai suoi concittadini. La piazza ha intonato alle 20.45, come da programma, la canzone-simbolo del suo repertorio, Napul’ è, mentre le candele e i cellulari illuminavano la piazza.  E poi ancora Je so’ pazz, Nero a metà e altre canzoni del cantautore, in un crescendo di emozioni e di commozione. C’è chi ha portato una chitarra, chi fotografie del cantante, chi i suoi dischi. In fondo alla piazza, davanti alla chiesa, spiccavano gli striscioni “Solo tu per sempre”, “Dopo te nisciuno più”, e “Ciao guagliò”. Il sindaco De Magistris ha annunciato che a Pino verrà dedicata una via o una piazza della città.

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