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Parigi, caccia al complice di Coulibaly. Allerta nella comunità ebraica

Parigi – All’indomani della marcia anti-terrorismo che ha attraversato la città, in Francia è ancora caccia al complice di Amedy Coulibaly, l’autore del massacro di 4 ebrei nel negozio kosher di Vincennes e prima di una poliziotta. Ad affermarlo è il premier francese, Manule Valls, che ha annunciato che la caccia è ancora aperta, sostenendo l’impossibilità, per il terrorista, di aver agito completamente da solo.

In un primo momento i sospetti erano caduti sulla compagna dell’uomo, Hayat Boumeddiene, che al momento si troverebbe in Siria. La donna sarebbe partita alla volta del proprio paese lo scorso 2 gennaio, arrivando in Siria, dalla Francia, attraverso la Turchia. Il ministro degli Esteri turco ha confermato che proprio l’8 gennaio la donna attraversò la frontiera per entrare in Siria. Ma, intanto, in Francia la tensione è ancora alta, tanto che il Governo ha ordinato lo schieramento d quasi 10 mila uomini a protezioni di quelli che sono definiti gli obiettivi sensibili.

Attenzione particolari per gli ambienti ebrei e quindi massima attenzione intorno ai centri di aggregazione ebraica ed in particolar modo alle scuole, non solo di Parigi ma dell’intera nazione: il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ha spiegato che 5.000, tra agenti e soldati, proteggeranno le 700 scuole ebraiche in tutto il Paese, non solo a Parigi. Restano nella memoria della Francia i 4 ebrei, tra cui 3 bambini, uccisi a Tolosa proprio davanti una scuola ebraica elementare il 19 marzo 2012, dal 23enne franco-algerino Mohammed Merah. La decisione è stata assunta stamane dopo che si è scoperto che Amedy Coulibaly puntava a compiere una carneficina in un asilo ebraico. L’uomo, ucciso in un blitz delle teste di cuoio, in un video ha sostenuto di essere membro di Isis. Valls ha, poi, ribadito la necessità di tenere sotto controllo ogni minimo dettaglio.

Il premier, ha infatti, sottolineatodi voler migliorare il sistema di intercettazioni telefoniche, rendendolo il più efficace possibile.Il piano antiterrorismo, denominato “ Vigipirate”, resta attivo al suo massimo grado di allerta. Valls ha aggiunto che “nell’ambito del piano di sicurezza saranno schierati circa 8.500 militari”, e il piano resterà al massimo livello, quello di “allerta attentati”. Il rafforzamento delle misure di sicurezza riguarda (oltre che le redazioni dei giornali) i luoghi di culto e le istituzioni religiose. Valls ha fatto riferimento anche alle sinagoghe, alle scuole ebraiche “ma anche alle moschee perché, contro queste ultime, nei giorni scorsi si sono registrati alcuni attacchi. Dobbiamo fare di tutto per garantire la sicurezza”.

Valls ha sottolineato che il piano anti – terrorismo prevede anche l’isolamento per i detenuti estremisti islamici nelle carceri francesi. “Separeremo questi detenuti dagli altri” nelle prigioni, “bisogna rendere generale” questa misura ma, ha affermato Valls, “bisogna farlo con giudizio e intelligenza”. “L’adozione, da parte del Parlamento europeo – ribadisce Valls –  di nuove norme che consentano di disporre un registro condiviso dei dati dei passeggeri delle linee aeree, come arma per combattere il terrorismo”. Una sollecitazione in linea con quanto emerso ieri al summit dei ministri degli Interni Ue con il titolare della Giustizia Usa, Eric Holder. Il primo ministro ha ribadito poi tutto il suo “orgoglio di essere francese” provato in piazza, durante la marcia contro il terrore. Ma, ha aggiunto, “bisogna rimanere in guardia, perché sappiamo che le minacce sono sempre presenti”.

Un messaggio a Parigi arriva anche da parte di Papa Francesco che ha sostenuto come gli eventi di Parigi siano il frutto di un mancato dialogo tra le culture: “Una cultura che rigetta l’altro, recide i legami più intimi e veri, finendo per sciogliere e disgregare tutta quanta la società e per generare violenza e morte”.

E intanto si attende l’uscita del nuovo numero di Charlie Hebdo, il primo dopo la strage di mercoledì. Un numero che renderà onore a Charb e alle altre “matite spezzate” seguendo il motto del direttore – “preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio”- e quindi senza passi indietro, ne’ rinunce alla provocazione. Per questo ci saranno nuove vignette su Maometto: “Non volevamo fare un numero necrologo”, ha spiegato il direttore Gerard Biard, ne’ “essere piagnucolosi”.”E’ complicato, bisognerà gestire il futuro, le sepolture che ci saranno tutte questa settimana”, ma il settimanale “sarà completato stasera”, ha affermato Malka. Anche papa Francesco è tornato sugli eventi di Parigi, sostenendo che sono il frutto di un mancato dialogo: “Una cultura che rigetta l’altro, recide i legami più intimi e veri, finendo per sciogliere e disgregare tutta quanta la società e per generare violenza e morte”.

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