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Foggia, operazione ”Babele”: 32 arresti per droga ed estorsioni

Foggia – Un clan che operava a Trinitapoli ma che aveva collegamenti con la mafia di Foggia e con alcuni gruppi criminali della Calabria. E’ quanto emerge dall’operazione denominata “Babele” conclusasi con l’esecuzione di 32 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Bari dopo una inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari ed eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Foggia nel Foggiano e nei territori di Lecce e Reggio Calabria.

Ventuno persone sono state arrestate, cinque quelle che hanno ottenuto gli arresti domiciliari e cinque l’obbligo di dimora. Per loro le accuse, a vario titolo, sono di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, tentato omicidio, violazione della disciplina sulle armi, rapina, ricettazione, danneggiamento e spendita di banconote false.

Nel corso delle indagini è emersa la presenza a Trinitapoli di un gruppo capeggiato da Giuseppe Gallone che, seppur detenuto in carcere per omicidio, riusciva a gestire l’organizzazione Gallone-Carbone, dando ordini tramite la madre, la sorella e il marito di quest’ultima.

Una organizzazione che aveva interessi anche con Pasquale Moretti, esponente di spicco del clan Moretti-Pellegrino-Lanza una delle batterie della Società, la mafia di Foggia. Interessi utili nella gestione della spendita di banconote false e del traffico della droga ma anche per avere un’alleanza importante da contrapporre al gruppo rivale operante a Trinitapoli, ossia quello facente capo alle famiglie Miccoli-De Rosa.

Il gruppo Gallone-Carbone, è emerso nell’inchiesta, operava nel mondo della droga, con contatti anche con organizzazioni della Calabria ma anche nel campo delle estorsioni. Numerosi imprenditori e commercianti di Trinitapoli, secondo l’accusa, erano costretti a versare quote mensili alle famiglie Gallone-Carbone.

In un caso è emerso che un imprenditore, a cui era stato incendiato il capannone, pagava il pizzo ad entrambi i gruppi rivali di Trinitapoli.

Tra le persone colpite dall’ordinanza di custodia cautelare anche Francesco Valentino e Michelangelo Dassisti, coinvolti – sempre secondo l’accusa – nel tentato omicidio di Michele Caputo, avvenuto il 9 luglio del 2011 a Margherita di Savoia.

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