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Sanità in Campania, la Cgil: “Situazione disastrosa”

Napoli – Vogliamo denunciare un’insopportabile contraddizione: la sanità campana ha le tasse fra le più alte del Paese e una qualità tra le più basse. Questa situazione mette i cittadini campani nella condizione di non poter usufruire di un servizio garantito dalla Costituzione”.

Lo ha detto il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella, illustrando alla stampa il dossier sulla situazione della sanità nella regione.

“Quindicimila posti di lavoro persi, dal 2007 al 2014, in conseguenza del blocco del turn-over, 2300 posti letto in meno nello scorso anno, 269 milioni di euro spesi per prestazioni sanitarie effettuare fuori regione: questi – ha precisato Tavella – sono solo alcuni degli aspetti del disastro sanità. La riduzione del numero degli addetti ha aggravato le condizioni di lavoro e peggiorato la qualità del servizio”.

“La sanità – ha aggiunto Tavella – rappresenta un terreno di consenso e, qualche volta, di clientela politica. E a questo, come è accaduto recentemente a Caserta, si aggiunge una insopportabile infiltrazione della criminalità organizzata”.

“Bisogna uscire dalla logica del commissariamento – ha concluso Tavella – sarebbe ora di affidare la sanità campana a persone competenti e che la politica faccia un passo indietro, altrimenti la condizione rischia di peggiorare, con tutto ciò che ne consegue per i cittadini campani”.

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