Santa Maria C. V. - San Tammaro

Rapinarono connazionali al Briò, arrestati i fratelli rumeni ricercati

Santa Maria CV – Catturati dagli agenti del commissariato di Santa Maria Capua Vetere gli ultimi due ricercati della rapina al supermercato Briò lo scorso 26 gennaio. Si tratta di Sorin Pista, 35 anni, e Anghel Marius Pista, di 40, entrambi domiciliati al campo profughi di Capua. Dovranno rispondere di rapina pluriaggravata, porto d’armi e lesioni gravi congiuntamente ad altre tre complici già assicurati alla giustizia.

I fatti – Nella tarda serata del 26 gennaio i poliziotti della volante e della squadra investigativa intervenivano in via Caserta dove notavano nel parcheggio antistante il supermercato Briò diverse persone accalcate intorno ad un’autovettura. Il loro arrivo provocava immediatamente la fuga di due persone che si allontanavano a piedi di corsa. Intuito che i due stavano cercando di eludere il controllo, la volante si poneva al loro inseguimento, bloccandoli in una stradina di fronte al Centro di incremento ippico.

Una volta assicurati i due all’interno dell’autopattuglia, gli agenti venivano raggiunti da alcuni cittadini rumeni, tra cui due coniugi, a bordo di un’Audi A4 di colore scuro con il lunotto posteriore infranto. Gli stessi, scesi dalla vettura, indicavano le due persone poco prima fermate dalla polizie e rinchiuse all’interno dell’autopattuglia come gli autori materiali di una rapina subita pochi istanti prima. Tra i denuncianti vi era una donna di 36 anni con una vistosa ferita al capo e con una copiosa fuoriuscita di liquido ematico.

In ragione delle prime dichiarazioni assunte sul posto si provvedeva a fare accompagnare la donna ferita in ospedale. Poi, in commissariato, le vittime della rapina riferivano che, dopo essere usciti dal supermercato per delle compere, mentre si accingevano a ripartire tutti a bordo della loro auto, venivano circondati da un gruppo di persone, tutti uomini e loro connazionali, armati di mazze di legno e coltelli che gli impedivano di ripartire.

I malviventi richiedevano più volte agli occupanti dell’Audi A4 di consegnare loro i soldi e i monili d’oro in loro possesso, minacciandoli di morte. In particolare, uno degli aggressori, rivolgendosi alla donna, intimava di consegnargli i soldi che aveva e la minacciava con un grosso coltello a lama fissa. Lei, nel tentativo di non farsi sottrarre la borsa, veniva colpita con una mazza di legno alla testa dai uno degli aggressori; un altro che brandiva il coltello si impossessava della sua borsa prelevando dalla stessa il portafoglio dove custodiva duemila euro, allontanandosi con i complici a bordo di una Golf di colore bianco con targa rumena e dileguandosi in direzione Caserta, mentre altri due tentavano la fuga a piedi per poi essere raggiunti dagli agenti. Questi ultimi – Florin Dascalasu, 30 anni, Ionut Stoica, di 33 – venivano riconosciuti dalle vittime come componenti della banda di aggressori.

Dagli accertamenti emergeva che le vittime conoscevano i loro aggressori in quanto tutti dimoranti nel campo profughi di Capua, quindi si avviavano indagini per appurare se si trattava di una rapina estemporanea o di un’azione di rappresaglia determinata da un conflitto etnico per il controllo di attività illecite all’interno dello stesso campo.

Nel corso dell’attività investigativa venivano identificati tutti i componenti della banda, composta anche da tre fratelli rumeni dimoranti nel campo profughi di Capua, ossia Sorin, Djonise e Mario Pista. Il primo veniva indicato come colui che, materialmente, sotto la minaccia del coltello, aveva sottratto i soldi alla donna. Le ricerche dei tre fratelli Pista permettevano di rintracciare inizialmente soltanto Dionisie Pista, che intanto si era recato alla caserma della compagnia carabinieri di Capua per denunciare fatti allo scopo di procurarsi un falso alibi. Lì veniva bloccato e sottoposto in stato di fermo nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Grazie alla collaborazione delle vittime si apriva un nuovo scenario ed appariva chiaro che la rapina rientrava in un progetto delinquenziale più articolato e complesso nell’ambito di una strategia estorsiva finalizzata a recuperare i soldi e oro al fine di liberare la donna dalla morsa intimidatrice di Sorin Pista, ideatore della rapina.

A conclusione delle indagini il pm Sabrina Fornaro emetteva un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti dei fratelli Sorin e Anghel Marius Pista, che si erano resi irreperibili e stavano approntando un piano di fuga. Piano che risultava vano poiché rintracciati a Riardo in un casolare di campagna e accompagnati in carcere. I cinque arrestati saranno proposti per l’espulsione ed allontanamento dal territorio nazionale.

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