Aversa

Il Comune si riappropria delle aree “privatizzate”

Aversa – C’era tanto di catena e lucchetto a suggellarne l’utilizzo esclusivo. Uno standard comunale di poco meno di quattromila metri quadrati completamente sottratto alla pubblica fruizione, tanto da rendere necessario l’intervento degli addetti dell’ufficio tecnico comunale che, con l’assistenza degli agenti di polizia municipale, hanno forzato la catena, sostituendola con una nuova e tanto di lucchetto.

Lo standard in questione è posto in via Garofalo, quasi di fronte all’ingresso del cimitero cittadino. Attualmente è recintato e chiuso con un cancello in ferro. Si tratta di un terreno ben curato con tanto di alberi regolarmente potati, posto nei pressi di tre ville alle quali fa da filtro rispetto alla sede stradale. Secondo quanto riferito dagli uffici di piazza Municipio, sebbene di diritto il suolo sia di proprietà del Comune, non è mai stato ceduto di fatto. Probabilmente, come avvenuto per altri suoli classificati come standard comunali, l’obiettivo era quello di riottenerne la proprietà grazie all’usucapione. Un’operazione che ha visto coinvolto un maxi standard in via San Lorenzo usucapito da un familiare di un consigliere comunale, con tanto di intervento della Corte dei Conti. Gli stessi magistrati contabili, poi, partendo da questo caso per il quale hanno attivato una serie di contestazioni per sindaci, assessori e funzionari comunali succedutisi negli ultimi trenta anni, hanno incaricato le fiamme gialle del gruppo di Aversa per verificare se ci fossero altri casi.

“Questo dell’altro giorno – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sagliocco – è solo il primo atto di un’azione coordinata che ci vedrà impegnati, come ente, in difesa degli standard urbanistici che sono di proprietà comunale e rivestono un ruolo primario anche nello sviluppo della città e nel miglioramento delle condizioni di vita, se si riesce ad utilizzare questi standard al servizio effettivo della collettività”.

Lo stesso primo cittadino, poi, evidenzia come si tratti di salvaguardare e, in alcuni casi, di ripristinare la legalità lì dove spesso è stata semplicemente dimenticata e promette un maggiore controllo che porti alla riacquisizione da parte dell’ente pubblico degli standard di proprietà. Standard per i quali, almeno da quanto è dato sapere, non esiste una mappa esaustiva presso gli uffici patrimonio e urbanistico del comune.

Sempre in tema di standard, da ricordare che da tempo le diverse commissioni consiliari permanenti interessate alla questione (da quella statuto a quella urbanistica a quella patrimonio) si stanno occupando di una regolamento per l’utilizzo che non riesce a giungere all’esame del consiglio comunale.

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