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La Città festeggia i cento anni di Giuseppe Musone

 Marcianise. L’invasione dei tedeschi, la deportazione in Germania, la guerra, ma anche la vita passata tra i binari della ferrovia come armatore e saldatore, il matrimonio con la sua Rosa, l’affetto dei 6 figli, dei nipoti e dei suoi pronipoti.

C’era tutto questo nella commozione di Giuseppe Musone che, nella sua casa di via Mascagni, nella mattinata del 13 dicembre, circondato dai suoi 43 familiari e dagli innumerevoli amici, ha festeggiato i suoi 100 anni.

A formulargli gli auguri per il traguardo raggiunto, a nome della città e dell’amministrazione tutta, il sindaco Antonio De Angelis, accompagnato dall’assessore alla Cultura, Anna Arecchia. Nell’occasione, il primo cittadino e la sua delegata hanno consegnato una targa ad un signor Giuseppe visibilmente emozionato e grato.

“Il nostro “zio Peppe” – ha esordito la locale fascia tricolore – ha vissuto un intero secolo, caratterizzato da momenti storici anche molto difficili per l’intero Paese e lo ha fatto con una caparbietà e grinta, tipici degli italiani e dei marcianisani in particolare. Egli è per noi un simbolo di fiducia e di speranza, testimonianza vivente della certezza che restando uniti, ogni battaglia si può vincere”.

Gli hanno fatto eco le parole dell’assessore Arecchia: “Per una città come Marcianise credo sia fondamentale coltivare il valore della memoria, conoscere quali siano le proprie origini e la propria storia affinché si rinsaldi costantemente il senso di appartenenza ad una comunità in cui ognuno, da individuo, si senta parte di una macro famiglia da cui essere accolto ed a cui portare il proprio contributo. Per questo, baluardi del nostro passato e testimoni del presente, come il signor Musone, rappresentano uno dei nostri più grandi tesori”.

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