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Renzi ad Ankara: “Impegno per far aderire Turchia all’Ue”

 Ankara. “Esprimo gratitudine per il lavoro della Turchia su profughi e rifugiati. Do un numero: da noi c’è un dibattito per il numero molto alto di rifugiati provenienti dal nord Africa, e soprattutto dalla Libia, che sono stati quasi 150 mila. Bene, è un tema delicato da affrontare ma pensate che la Turchia ha a che fare con circa 2 milioni di profughi”.

Lo ha dichiarato il premier Matteo Renzi in visita ad Ankara, riferendosi al tema dell’immigrazione. Dopo la deposizione di una corona al mausoleo di Ataturk, il presidente del Consiglio ha incontrato il Primo ministro Davutoglu. Nella serata l’incontro con il presidente Erdogan con cui ha discusso di lotta al terrorismo ed economia, mentre nella giornata di venerdì, Renzi è ad Istanbul per il Business Forum italo-turco.

Il premier ha ribadito l’impegno a favorire l’ingresso della Turchia nell’Unione europea, facendo il suo personale augurio al primo ministro Davutoglu per la prossima presidenza a guida turca del G20.

“Speriamo che il 2015 sia l’anno decisivo per l’adesione della Turchia all’Ue, dovremmo avere nel documento finale un passaggio di ulteriore stimolo ad una fase di negoziazione e sottolineerò l’importanza dell’allargamento in particolare alla Turchia e ad alcuni paesi dei Balcani”, ha detto il primo ministro.

“Oggi sono circa 1.200 le aziende italiane in Turchia- ha aggiunto rivolgendosi agli imprenditori-il volume dell’interscambio ha sfiorato i 20 miliardi di dollari. Il business forum è una grande opportunità. Io credo sia fondamentale investire per le prossime generazioni in un più stretto rapporto tra i due Paesi. Dobbiamo fare della globalizzazione un’opportuninità. L’Italia è aperta alle collaborazioni internazionali, dirò benvenute alle imprese turche che verranno a investire in Italia così come seguirò le imprese italiane che lavorano qui in Turchia. Se rinviamo le riforme ci condanniamo ad un declino lento, bisogna avere il coraggio di cambiare e vedere le cose che non vanno senza mettere la polvere sotto il tappeto. I politici devono avere il coraggio di fare le riforme in Italia. In Italia c’è davvero molto da cambiare. Il futuro non appartiene a chi ha paura ma a chi ha il coraggio e la voglia di cambiare”.

“Italia e Turchia hanno tante questioni aperte oltre a quelle economiche e commerciali- ha concluso il premier -riguardano le grandi questioni internazionali: la Libia, Siria e Iraq, il Mediterraneo, l’area dei Balcani. Queste sono le nostre priorità da quando siamo al governo e su queste questioni la collaborazione con la Turchia è strategica per il nostro Paese”.

Infine, commentando la politica interna, in relazione allo sciopero generale ha dichiarato: “Rispetto chi sciopera, spero soluzione tra Lupi e Cgil”.

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