Italia

Mafia Capitale, parla la segretaria di Buzzi:“Preparavo io le buste con i soldi”

 Roma. Nuovi risvolti nella vicenda “Mafia capitale” in seguito alle dichiarazioni della segretaria di Buzzi.

“Si, ero io a preparare le buste con i soldi, da mille a 10mila euro, che mi consegnava, ma non sapevo a chi fossero destinati”, ha dichiarato Nadia Cerrito della cooperative “29 Giugno” di Salvatore Buzzi.

“Non c’era una scadenza fissa- ha detto al gip Flavia Costantini e al pm Luca Tescaroli -a volte anche due volte alla settimana, altre volte più raramente. Ma io non scrivevo sopra il nome del destinatario”.

Rinvenuto nell’abitazione della donna, dai carabinieri del Ros, “il libro nero” sul quale venivano registrati i passaggi di denaro.

Intanto, proseguono le indagini coordinate dal procuratore Giuseppe Pignatone per verificare eventuali coinvolgimenti di dirigenti ed esponenti politici nella vicenda, mentre una serie di intercettazioni telefoniche testimoniano il legame tra l’ex sindaco Alemanno e la mafia del Sud. L’11 maggio scorso in una telefonata tra Buzzi e Gianni Alemanno si discute “della possibilità di portare voti a quest’ultimo grazie agli amici del Sud”. L’ex sindaco chiede: “Devo fare delle telefonate? Devo fare qualcosa?”. Buzzi lo rassicura: “No, no, tranquillo. I nostri amici del Sud, ti possono dare una mano”.Si riferisce a 7-8 mafiosi, spiegherà poi in una telefonata alla moglie.

“Per sciogliere un Comune serve ben altro”, ha dichiarato Pietro Grasso, all’incontro “A mano disarmata”: il primo Forum internazionale dell’informazione contro le mafie. “Da quel che ho potuto leggere sulla stampa è ragionevole che le segreterie nazionali dei partiti non sapessero e non fossero coinvolte. Quello che è chiaro invece è che a livello locale ritengo necessario che tutti i partiti seguano con attenzione gli sviluppi delle indagini e agiscano rapidamente per ripulire i loro quadri dirigenti e i loro collaboratori, come già alcuni hanno iniziato a fare. Nessuno deve fare sconti a nessuno”, ha aggiunto il presidente del Senato.

Parlando ai giovani ha ribadito l’importanza dell’informazione libera: “La criminalità pretende il silenzio e cerca di fermare i giornalisti scomodi. Anche la cattiva politica, a volte. Dobbiamo stringerci intorno a queste persone, far sentire loro e a chiunque si impegni per la verità e la giustizia la nostra vicinanza”.

Poletti: “Pensavo che Buzzi fosse una personaseria nonostante fosse stato arrestato anni fa per omicidio. Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono- ha dettoriferendosi ad una fotografiain cui sonoritratti insieme ad una cena -Sono indignato. Quelle cose non c’entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile”.

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