Italia

Lampedusa: morti 17 migranti. Alfano: “Piangiamo vittime”

 Lampedusa. È stato un comunicato della Marina militare a diffondere la notizia della morte di 17 immigrati a bordo di un gommone, al largo di Lampedusa, la scorsa notte.

Sarebbero state delle motovedette della Guardia Costiera, CP302 e CP309, a raggiungere per prime il barcone, aiutate dal rimorchiatore civile “Burbon Argos”, che al loro arrivo hanno constatato i decessi. Le autorità specificano: “Non si tratta di un naufragio”. Le vittime sarebbero infatti morte per ipotermia e disidratazione, mentre un immigrato sarebbe stato colto da un edema polmonare.

Alfano: “Piangiamo queste vittime e al tempo stesso ribadiamo che il contrasto ai mercanti di morte è la cosa più importante”.

A bordo del gommone erano presenti 75 persone: una, in gravi condizioni, è stata trasportata con l’elicottero della nave militare “Etna” all’ospedale di Lampedusa.

Il ministro degli Interni affronterà il problema dell’immigrazione al consiglio Ue, a Bruxelles. Commentando la tragedia accaduta a 150 miglia a sud di Lampedusa, ha aggiunto: “L’intervento di oggi è un intervento ancora effettuato dalle nostre capitanerie nei tre mesi che avevamo deciso avrebbero rappresentato l’uscita da “Mare Nostrum”. La nostra azione è corretta, giusta, ci posizioneremo sulla linea di confine di Schengen. I nostri sono intervenuti perchè siamo nella fase successiva rispetto all’operazione “Mare Nostrum”: in questi tre mesi faremo un’azione ridotta. I trafficanti di esseri umani- ha aggiunto -non si rassegnano al fatto che quando arrivano in Italia, e lo ha dimostrato ancora la procura di Catania con l’azione dell’altro giorno, noi li arrestiamo e sequestriamo i loro mezzi”.

Il ministro ha precisato che i costi delle operazioni “Mare Nostrum” erano completamente a carico dell’Italia mentre, “Ue Triton”, operazione avviata il primo novembre scorso, “è a carico dell’Europa e costa zero euro alle casse italiane, è il contributo che l’Europa dà al presidio delle frontiere comuni del Mediterraneo, che non rappresentano la frontiera italiana ma quella europea. Chi viene qui attraverso il Mediterraneo non vuole venire in Italia, ma in larga misura in Europa”. Infine, ha aggiunto: “E’ chiaro che le navi italiane non si sottrarranno all’obbligo derivante dalle legge del mare di soccorrere coloro i quali si trovano in difficoltà”.

Si tratterebbe della prima tragedia avvenuta dall’avvio dell’operazione europea, che ha ristretto il raggio d’azione delle navi a 30 miglia dalle coste italiane. Il gommone era partito dalla Libia.

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