Gricignano

Festa S.Andrea, l’ex commissione: “Presi in giro dal parroco”

 

 Gricignano. “Queste considerazioni servono solo ed esclusivamente per amor di verità e perfar comprendere come effettivamente sono andati i fatti”.

Così esordiscono i componenti del comitato uscente per i festeggiamenti in onore di Sant’Andrea Apostolo – Paolo Aquilante, Andrea Dello Margio, Giacomo Di Ronza e Mimmo Chiatto – che, in una nota inviataci in redazione, rivolgono gli auguri ai loro successori e, allo stesso tempo, spiegano le proprie ragioni nell’ambito del processo che ha portato alla costituzione della nuova commissione, puntando, in particolare, il dito all’indirizzo del parroco.

Riceviamo e pubblichiamo:

Prima della fine di novembre il nostro amato parroco, don Gianfranco, come ogni anno,rinnova o cambia commissione. I giorni antecedenti al 30 novembre – ricorrenza di Sant’Andrea Apostolo -chiedeva la disponibilità a Paolo Aquilante di accettare l’incarico di formare una nuova commissione. Aquilante, non essendo ancora pronto a dare una risposta, in quanto doveva ascoltare ed avere la disponibilità di eventuali componenti della stessa, si prendeva qualche giorno di tempo.

Sempre Aquilante, dopo aver interpellato eventuali membri, tra cui Andrea Dello Margio, Giacomo Di Ronza, Mimmo Chiatto e anche una figura femminile (di cui non si fa il nome), otteneva la loro disponibilità. Aquilante veniva richiamato telefonicamente dal parroco, il quale gli fissava un incontro in parrocchia. Incontro al quale, a sua insaputa, faceva trovare altri possibili candidati al mandato. Aquilante, ad ogni modo, comunicava la disponibilità e i nomi dei componenti, ma il parroco lasciava intendere che qualcosa nel frattempo era cambiato, nel senso che la commissione formata dallo stesso Aquilante doveva essere in competizione con un’altra che nel frattempo si era organizzata.

Aquilante e gli altri membri – per non mettersi in competizione con amici, in quanto ritenevano e ritengono che gli obiettivi erano gli stessi, cioè quelli di essere fedeli al Santo Patrono e far sì che la cosa avvenisse in modo diretto e trasparente, ma soprattutto che la competizione nella chiesa è una cosa vergognosa (mica siamo in politica) – decidevano di non partecipare e lasciare che le cose avvenissero normalmente, lasciando l’incarico direttamente all’altra commissione.

Il giorno successivo Aquilante riceveva una telefonata dal parroco che gli anticipava che la parte in competizione si era ritirata e che quindi intendeva affidare l’incarico alla commissione da lui formata, fissandogli un appuntamento per la fase organizzativa del 30 novembre. In quell’occasione gli veniva dato mandato di organizzare, insieme agli altri componenti, l’uscita del santo patrono, i fuochi pirotecnici in piazza e l’esibizione della banda musicale. Incarico che veniva eseguito alla lettera e immediatamente, tanto che l’evento della sera del 30 fu organizzato da Aquilante, Dello Margio e da altre persone non facenti parte della commissione dimissionaria.

Gli stessi organizzatori, a seguito dell’evento, fissavano concordemente incontro il mercoledì successivo per saldare lo stesso. Ma il martedì capitava un qualcosa di imprevisto: le persone che dovevano essere in competizione con i nuovi incaricati – che tra l’altro, a detta del parroco, avevano abbandonato – di loro spontanea volontà, e senza il parere dello stesso sacerdote, andarono a saldare l’evento del 30. Chiaramente i componenti nominati ufficialmente dal parroco si rivolgevano a quest’ultimo, chiedendo delucidazioni in merito. Lui dava risposte molto vaghe, giustificando che il pagamento era per della festa di Santa Lucia, che doveva ancora avvenire, e non per la festa del 30 novembre. E diceva che la cosa non era tanto importante, pronunciando queste parole: “E che fa?!?”.

A quel punto sia Aquilante che gli altri componenti, tra cui Dello Margio, cominciavano a non vedere chiara la cosa e chiedevano un incontro per sancire l’ufficialità del loro mandato. Ebbene, a quell’incontro il parroco non si dimostrava coerente con quanto detto la prima sera. Ci diceva che dovevamo per forza maggiore formare la commissione con altri componenti, dando incarico a Dello Margio, ritenendolo più saggio, essendo più anziano, di occuparsi della cosa. Dello Margio, pur essendo contrario al modo in cui si era sviluppata la vicenda, organizzò comunque un incontro tra le parti per raggiungere un accordo teso a formare un’unica squadra.

L’incontro, pur essendo organizzato, però non è mai avvenuto, in quanto la mattina successiva furono pubblicate delle notizie inerenti il fatto che la commissione era stata costituita e che tra i nominativi non figurava nessuno dei fantomatici “incaricati”.

Ora ci poniamo una serie di domande. E’ mai possibile che un parroco, il quale dovrebbe unire e non dividere, possa comportarsi in questo modo? Perché farci litigare tra concittadini, soprattutto quando abbiamo a cuore lo stesso obiettivo? Perchè non essere chiari dall’inizio? E’ giusto che uno che dovrebbe rappresentare la Chiesa, il cui obiettivo, adesso più che mai con Papa Francesco, è quello della fratellanza, si comporti al contrario? Ci sono state forze superiori che lo hanno indotto a comportarsi in tal modo?

I sottoscritti chiariscono che non hanno nulla contro i componenti dell’attuale commissione. Ed è proprio per questo che nessuno può prendersi il lusso di rompere rapporti di amicizia e stima che intercorrono con loro da anni.

Tuttavia, noi della commissione uscente, presi in giro dal parroco, rinnoviamo gli auguri alla nuova commissione (ancora da ufficializzare, sottolineiamo, poiché l’abbiamo letta solo sui giornali) e confermiamo la nostra fede in Sant’Andrea, indipendentemente dai comportamenti di chi dovrebbe rappresentarlo.

 

 

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